L'angolo dei film: Anastasia

mercoledì, novembre 04, 2015

Questo film, che è l'adattamento della pièce teatrale di Maurette, è tratto dalla storia vera, anche se qui è più romanzata, di Anna Anderson (nel film è Koreff), la donna che per tutta la vita ha affermato di essere la Granduchessa Anastasia Romanov, scampata all'esecuzione della sua famiglia durante la rivoluzione russa del 1917. Questa favola moderna, di cui la 20th Century Fox si era aggiudicata i diritti cinematografici per la cifra di  500.000 dollari, esce nel 1956, diretta dal regista ucraino Anatole Litvak, con protagonisti Yul Brynner e Ingrid Bergman, e quest'ultima grazie a questa pellicola vince l'Oscar come miglior attrice protagonista nell'anno successivo. La Bergman così riesce a tornare nelle grazie del pubblico americano che l'aveva fortemente emarginata in seguito alla sua relazione adultera con Roberto Rossellini, dalla quale erano nati Roberto Jr e le gemelle Isabella e Isotta Ingrid, poichè Ingrid era già sposata dal 1937 con Peter Lindstrom e aveva una figlia. E' infatti nel 1946 dopo aver visto Roma città aperta, capolavoro neorealismo, che la Bergman si decide a scrivere al regista « Se ha bisogno di un'attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo "ti amo", sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei... » il quale pensa a lei per il ruolo della protagonista di Stromboli, ruolo che in realtà doveva essere per la sua compagna, l'attrice Anna Magnani, la quale per ripicca accetterà la parte in un film molto simile, Vulcano di William Dieterle, scatenando la "Guerra dei vulcani" (che tra parentesi è il titolo di un bellissimo documentario che ho visto nel 2011 che racconta appunto il triangolo amoroso tra Anna Magnani, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman).


Il pubblico americano, appresa la notizia della sua gravidanza la condanna duramente, istigata da una campagna diffamatoria da parte dei media che la soprannomina Hollywood's apostle of degradation l'apostolo della degradazione di Hollywood. Addirittura il governo annuncia che se proverà a tornare negli Stati Uniti le verrà requisito il passaporto e sarà arrestata. La Bergman ottiene il divorzio dal marito e si stabilisce in Italia. Il film Anastasia segna il suo grande ritorno a Hollywood, anche se alla cerimonia degli Oscar ha preferito mandare a ritirare il premio al suo posto l'amico Cary Grant.

Ma veniamo al film. La colonna sonora realizzata da Alfred Newman è a mio parere meravigliosa, soprattutto la suite per i titoli di testa.

I costumi sono realizzati dal designer René Hubert, qui in foto con la Bergman


Per il ruolo di Anastasia si era pensato in un primo momento a Jennifer Jones, ma il fondatore della Fox, Darryl Zanuck sapeva che c'era una sola attrice con una tale regalità, Ingrid Bergman. Convinto dell'ingiustizia del trattamento riservatole dalla stampa e dal pubblico in America, le propone il ruolo di Anastasia, la parte di una principessa che ritorna per reclamare la sua corona. In quel periodo Ingrid attraversava una crisi nel suo matrimonio con Rossellini, che la controllava maniacalmente, e che durante un viaggio in India si era innamorato di un'altra donna (i due divorzieranno nel '57). Nel giugno del '56 arriva a Londra per iniziare le riprese e incomincia a studiare il più possibile sulla vita di Anastasia, anche se non le servirà molto a causa del taglio molto romanzato del film.

Il protagonista maschile il Generale Sergei Pavlovic Bounine, è interpretato da Yul Brynner, un attore nato in Russia ma noto in America soprattutto per il suo grande contributo a Broadway, dove ha partecipato a musical come Il Re ed Io (ruolo che manterrà anche nel film realizzato nel 1951 con Deborah Kerr), e che rimarrà nella storia per il ruolo nell'kolossal I Dieci Comandamenti dove è Ramesse l'antagonista di Mosè interpretato da Charlton Heston, a cui ha preso parte lo stesso anno di Anastasia.
 
Nel cast troviamo anche Helen Hayes la prima donna del teatro americano dagli anni '20 ai '50, che interpreta l'Imperatrice Madre Maria Feodorovna, la nonna di Anastasia dal cuore indurito per la scomparsa dei suoi cari e il conseguente numero spropositato di impostori che si spacciavano per suoi parenti per ottenere del denaro. In realtà la parte le fu data per uno sbaglio a causa di un'omonimia, in quanto i produttori in origine volevano Helen Haye, un'attrice britannica che aveva interpretato proprio l'Imperatrice nonna di Anastasia in uno sceneggiato della tv inglese.

 
Degna di menzione anche Martita Hunt, che interpreta la Baronessa Elena von Livenbaum la sua spassosissima dama di compagnia.

Il film costò 3 milioni e mezzo di dollari, soprattutto perchè fu girato nelle prestigiose location di Parigi, Londra e Copenaghen e non negli studios di Los Angeles.


La trama in breve: 
Il film si apre a Parigi nel 1928, durante la veglia della Pasqua Ortodossa, una ragazza sola e impaurita vaga per le strade della città. Viene avvicinata dall'ex generale russo Sergei Bounine che la riconosce come Anna Koreff, la donna che qualche anno prima in un manicomio aveva rivelato ad un'infermiera di essere la granduchessa Anastasia, l'unica figlia sopravvissuta dello zar Nicola II. La donna riesce ad allontanarsi e medita di gettarsi nella Senna ma viene salvata in tempo da Bounine. Questi raggiunge i suoi compari Petrovin e Chernov, insieme ai quali vuole convincere la sfortunata ragazza a fingersi davvero Anastasia e a presentarsi così alla nonna, in modo da mettere le mani sull'eredità dei Romanov, 10 milioni di sterline custodite in una banca inglese.


Il guardaroba di Anna

L'Imperatrice Madre

La Baronessa Von Livenbaum


CHICCA: All'inizio del film quando Anna cammina lungo la Senna per gettarsi nel fiume, ha come dietro di sè il meraviglioso Ponte Alexandre III, esempio di stile Art Nouveau, la cui prima pietra fu posata proprio dallo Zar Nicola II (padre di Anastasia) e che fu inaugurato in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi del 1900.


DOPPIAGGIO:
Per doppiare la Bergman viene scelta la punta di diamante del doppiaggio italiano di quegli anni, Lydia Simoneschi che ha prestato la voce a tutte le più grandi dive (Vivien Leigh, Rita Hayworth, Bette Davis, Barbara Stanwyck, Deborah Kerr), mentre per Yul Brynner viene scelto Stefano Sibaldi, doppiatore di Frank Sinatra, Glenn Ford e Robert Cummings. La Baronessa Livenbaum non poteva non essere doppiata dalla mitica Tina Lattanzi, che oltre ad aver doppiato dive come Greta Garbo, Joan Crawford, Marlene Dietrich e Greer Garson, è riuscita a caratterizzare personaggi esageratamente comici come appunto la Livenbaum ma anche le maestose cattive Disney Malefica, la Regina di Cuori, la Matrigna di Cenerentola e la Strega Grimilde nel primo doppiaggio di Biancaneve.

QUOTES:
Bounine: La state esaminando come fosse la vera Anastasia. Non esiste nessuna Anastasia. Fu fucilata 10 anni fa da un plotone di esecuzione. E noi non stiamo cercando lei. Cerchiamo solo un facsimile ragionevole.

Bounine: Va bene signori venite qua. Tiriamo le somme. Uno, c'è una certa somiglianza che possiamo aumentare. Due, è abbastanza pronta per imparare quello che le insegnamo, qualche lacuna nella memoria potrà attribuirsi alle ferite. Tre, è priva di una qualsiasi identità, perciò sarà tremendamente difficile per chiunque provare che è qualcun'altra. Quattro...
Petrovin: Abbiamo 8 giorni
Bounine: Precisamente. Tutte a favore della candidata.

Anna: E poi nascosta sotto un carro di fieno la fuga attraverso il paese
Bounine: E puntaste verso?
Anna: Non lo so... 
Bounine: Bucarest. E là?.
Anna: E là... morì di crepacuore e fui gettata in mare al suono di un vecchio valtzer russo.
Bounine: Benissimo a parte la fine.

Imperatrice Madre: Recitate bene. I vostri occhi sono umidi, la vostra voce è rotta dalla commozione. Vi hanno accettata i sentimentali e gli avidi. Io non sono nè l'uno ne l'altro. 

Trailer originale:


CLIP:
  

 Menu a base di champagne  

 

You Might Also Like

0 commenti