Full-Immersion: Montgomery Clift Pt. 1 i film giovanili

martedì, maggio 10, 2016

 
Nuova full-immersion, dedicata ad uno dei belli e dannati di Hollywood, Montgomery Clift.
Ammetto di non aver mai visto suoi film prima, e scrivere questo post è stata l'occasione perfetta per vederli.

Montgmery Clift in realtà non ha avuto una lunghissima carriera (morirà a soli 46 anni) e inoltre non era benvisto ad Hollywood per via del suo carattere un po' scontroso e asociale, infatti spesso disertava le prime e non rilasciava interviste alla stampa.
Allievo dell'Actor Studio di Lee Strasberg, aveva un animo molto tormentato (anche a causa dell'omosessualità tenuta sempre repressa) e questo rese le sue performance, prima a teatro e poi al cinema, molto intense. Nel 1957 durante le riprese del film L'albero della vita ebbe un incidente automobilistico che lasciò segni permanenti sul suo viso, rendendolo quasi irriconoscibile. Questo segnò ancora di più il carattere già irrequieto di Clift, anche se negli anni seguenti regalerà al pubblico forse le migliori performance della sua carriera, come nel film del '59 Improvvisamente l'estate scorsa (con Elizabeth Taylor e Katherine Hepburn) e nel '61 con Vincitori e Vinti sul processo di Norimberga accanto ai grandi Spencer Tracy, Burt Lancaster, Marlene Dietrich e Judy Garland.
Marilyn Monroe sul set del film del 1961 Gli spostati diretto da John Huston con Clark Gable e Montgomery Clift disse a proposito di quest'ultimo "è la sola persona che conosco che stia peggio di me".
Un uomo sotto la "non" buona stella del numero 17: Montgomery Clift nacque infatti il 17 ottobre del 1920, partecipò a 17 spettacoli teatrali e fu protagonista di 17 film in 17 anni.

In questa prima parte parlerò di due film della prima parte della sua carriera, prima dell'incidente, quando interpretava parti del bello e dannato senza scrupoli.

1) L'ereditiera


Il titolo originale è The Heiress ed è un film diretto da William Wyler (regista di Vacanze Romane e Ben-Hur), con protagonisti Olivia De Havilland e Montgomery Clift.
Trailer originale:


La trama in breve: la vicenda si svolge nel 1850 a New York, Caterina è la figlia di un illustre e facoltoso medico, il dott. Austin Sloper, che frenata dalla sua indole tranquilla e timida, fatica ad attirare l'attenzione di eventuali pretendenti. Ad un ballo conosce un giovanotto gentile e molto bello di nome Morris Towsend, che inizia a corteggiarla. I due trascorrono molto tempo insieme e si innamorano. Il padre di lei inizia a sospettare che l'interesse del ragazzo sia solamente alla ricca rendita che Caterina percepisce in seguito alla morte della madre, in previsione di quella ancora più consistente che otterrà alla morte del padre. Il dott. Sloper nega a Caterina il permesso di sposarsi con Morris minacciando di diseredarla, e la porta con sè in Europa per un lungo viaggio sperando che la figlia dimentichi lo spasimante. Al ritorno dal viaggio il sentimento di entrambi i giovani non è sopito e organizzano una fuga per sposarsi.
Alcune scene del film
Foto promozionali del film
Il film è basato sul romanzo di Henry James del 1880 dal titolo Washington Square, dal quale nel 1947 Ruth e Augustus Goetzè hanno tratto un'opera teatrale dal titolo L'ereditiera. Olivia de Havilland, nota per i film di cappa e spada realizzati con la Warner Bros e per il ruolo di Melania in Via col vento del '39 (qui e qui i due post che ho fatto su questo film) aveva da poco ricevuto il suo primo Oscar per il film sentimentale A ciascuno il suo ed era alla ricerca di nuovi ruoli drammatici da poter interpretare. Dopo aver visto lo spettacolo L'Ereditiera a Broadway propone al regista William Wyler di dirigerla in un riadattamento filmico dell'opera, e si rivolge proprio a lui che era famoso per riuscire a tirar fuori grandi performance dagli attori nei suoi film. Wyler accetta con il benestare della Paramount che acquista i diritti dello spettacolo teatrale per 250.000 dollari e chiede agli autori Ruth e Augustus Gotez di realizzare la sceneggiatura.

La Paramount decide di affidare il ruolo del protagonista al suo nuovo attore di punta, Montgomery Clift, anche se viene chiesto di edulcorare leggermente la sua parte per non farlo apparire troppo cattivo agli occhi del pubblico. Clift accetta con titubanza perchè pensa di essere troppo contemporaneo per poter interpretare un giovane del'Ottocento. Gli sceneggiatori e il regista inoltre notano che ha un portamento troppo rilassato e un look trasandato, così gli viene fatto seguire un corso di danza per migliorarne il contegno. Clift aveva ha una bassissima considerazione della de Havilland e non ha esitato a sminuirla durante tutta la lavorazione.


Per la parte del padre viene scelto Ralph Richardson che aveva già interpretato questo ruolo nella produzione londinese dell'opera. Anche Richardson ha una bassa considerazione della de Havilland e non esita a rubarle la scena nei momenti insieme, anche se Wyler aveva istruito gli addetti alle riprese di lasciarlo fuori dall'inquadratura quando osava più del dovuto.
Per la parte di Lavinia, la zia di Caterina, vedova sorella del padre, viene scelta Miriam Hopkins, attrice già da diversi anni sulla scena del cinema, infatti aveva esordito nel 1932 nel film Mancia competente (Trouble in Paradise) di Ernst Lubitsch e nel '36 diretta da Wyler in La calunnia (film del quale lo stesso regista realizza un remake nel 1961 con Shirley MacLaine e Audrey Hepburn, intitolato Quelle due).
Ralph Richardson e Miriam Hopkins
Clift si scontra in diverse occasioni con il regista e gli altri suoi colleghi, soprattutto per lo stile recitativo. Infatti lui proviene dall'Actor Studio e ha uno stile molto introspettivo, di studio del personaggio, mentre quello che vede fare ai suoi colleghi è diverso: critica la de Havilland che secondo lui si limita a imparare le battute a memoria e chiedere consiglio al regista su come interpretarle, e Richardson perchè nei vari ciak ripete le scene sempre allo stesso modo, non permettendo di fare varianti. Montgomery Clift per questa ragione passa gran parte del tempo tra un ciak e l'altro nel suo camerino a fare le prove con la sua coach di recitazione.

La vasta esperienza di Richardson viene notata da tutti fin dal primo giorno quando nella scena in cui il padre doveva entrare in casa, togliersi il cappotto e svegliare Caterina, Richardson chiede al regista come voleva che la facesse, e quando Wyler gli risponde che non ci sono tanti modi per fare questa scena, Richardson di tutta risposta gliene realizza sei diverse versioni.
Il regista riuscì a valorizzare benissimo l'interpretazione della de Havilland, ma solo una scena non lo convinceva: quella in cui Caterina deve salire le scale demoralizzata con le valigie in mano.
Per rendere più intensa la scena Wyler mise dei libri pesanti nelle valigie portate dalla de Havilland, che così fu costretta a trascinarsi a fatica su per le scale.

La canzone che Montgomery Clift suona al piano per Caterina (e l'attore dovette davvero imparare a suonare lo strumento) è la romanza "Plaisir d'amour" composta nel 1784 dal compositore Jean-Paul-Égide Martini, detto il Tedesco. Questa canzone è stata la base su cui Elvis Presley ha realizzato la sua hit di successo del 1961 "I Can't Help Falling In Love With You" realizzata per il film Blue Hawaii.

Location: la piazzetta Washington Square di New York così come gli interni, sono interamente ricreati negli studi della Paramount di Los Angeles.

Per i costumi del film viene incaricata la famosa costumista Edith Head. Il film copre un arco di tempo che va dal 1840 al 1850 pertanto il regista Wyler, un vero perfezionista, pretese che gli abiti rispecchiassero la moda dell'epoca: la Head realizza abiti in crinolina ma anche quelli sostenuti dai cerchi, che avevano una silohuette completamente diversa. E' stata inserita volutamente una scena della vestizione (come del resto era presente in Via col vento) dove vengono mostrati i capi indossati sotto gli abiti, quindi la sottoveste, il corsetto e il bustino. La puntigliosità del regista arrivò al punto di mandare la costumista al Fashion Institute di New York per studiare i vestiti d'epoca nei minimi dettagli, dalla largezza delle asole alla distanza tra ciascun bottone. Gli abiti realizzati per la de Havilland non erano particolarmente belli, proprio perchè lei non doveva risultare attraente: i tessuti erano ruvidi e opachi, la lana era rigida, e anche i colori non dovevano essere troppo invitanti e farla apparire goffa. I vestiti per Caterina erano volutamente da donna matura e non per la sua reale età; alla festa viene circondata da ragazze che sembravano più giovani e felici di lei e che indossavano abiti in tulle e organza, mentre lei indossa un pesante abito scuro di seta ricamata. Con il procedere della storia gli abiti di Caterina si fanno più leggeri e femminili, a rispecchiare il cambiamento interiore della ragazza.
Costumi indossati da Olivia de Havilland
Foto sul set
Clift insieme al regista William Wyler
Foto scattate dalla rivista LIFE di Montgomery Clift che assiste alla visione di alcune scene appena registrate
La Premiere del film si tiene il 6 ottobre del 1949 al Radio City Music Hall di New York, anche se non ottiene un grandissimo successo, infatti al botteghino guadagna 2,3 milioni di dollari a fronte del 2,6 spesi per realizzare la pellicola. Clift rimase così deluso dalla sua performance che abbandonò la premiere del film a metà della proiezione.
La sera della Prima
Riconoscimenti: Il film si presenta agli Oscar del 1950 con 8 nomination e porta a casa 4 statuette per Miglior attrice protagonista a Olivia de Havilland, Migliore scenografia, Migliori costumi a Edith Head e Miglior colonna sonora. La De Havilland vince anche il Golden Globe come Miglior attrice in un film drammatico.
A sinistra Olivia de Havilland con la sua statuetta e a destra insieme ai vincitori dei premi Migliore Attore, Attrice e Attore non protagonista.
QUOTES:
Caterina: Sono rimasta qui chiusa in camera ad annotare tutto le cose che dovrei dire e la maniera come dirle, ma quando sono in compagna ho come l'impressione che nessuno voglia ascoltarle.
Lavinia: No Caterina, se starai accanto a me stasera potrai notare tu stessa che quanto dico non ha poi un'eccessiva importanza, ma cara questo non mi impedisce di conversare.

Morris: Credete che io agisca per cupidigia.
Dr. Sloper: Questo non l'ho detto io, lo dite voi.
Morris: Perchè so che lo pensate.
Dr. Sloper: Gli uomini poveri sono molti ma nessuno di loro va per la strada proclamando di non essere un ladro. Specialmente quando nessuno lo accusa. 

Dr. Sloper: Caterina ormai è venuto il momento che tu devi guardare in faccia la realtà anche se è cruda. Quante ragazze credi che quel tizio possa scegliere in città?
Caterina: Lui mi trova piacente.
Dr. Sloper: Oh si certo lo so. Centinaia di donne sono più carine. Centinaia più brillanti, ma tu lo sai bene hai una virtù che le offusca tutte quante.
Caterina: Qual è'?
Dr. Sloper:  Il denaro. Tu non hai altro.

CLIP:



Caterina





2) Un posto al sole

Il titolo originale è A Place in the Sun, ed è un film del 1951 diretto da George Stevens con Montgomery Clift, Elizabeth Taylor e Shelley Winters. 
Trailer originale:

La trama in breve: George Eastman è un ragazzo di modeste condizioni che arriva nella città dove lo zio, un facoltoso industriale, gli ha promesso un posto nella sua fabbrica e le possibilità di fare una bella carriera. Inizia come operaio, e nel suo reparto conosce e si innamora della sua collega Alice, che inizia a frequentare. A casa dei suoi zii George incontra la bella ereditiera Angela Vickers e se ne innamora, sognando anche un futuro più agiato. Alice però nel frattempo è rimasta incinta e tentato invano di trovare un medico disposto ad aiutarla ad abortire, pretende che George la sposi, ma questi prende tempo continuando a frequentare di nascosto Angela. E' in occasione di una vacanza al lago dove la famiglia Vickers ha una casa, che George inizia a maturare l'idea di sbarazzarsi una volta per tutte di Alice, ma le cose non andranno secondo i suoi piani.
Alcune scene del film

Foto promozionali
Il film è la trasposizione del romanzo di Theodore Dreiser Una tragedia americana (An American Tragedy) pubblicato nel 1925, basato sulla storia vera di Chester Gillette che pensò di uccidere la propria fidanzata incinta nel 1906. Di questa storia era già stato realizzato un film nel 1931 intitolato come il romanzo, diretto da Josef von Sternberg (regista dei film di maggior successo di Marlene Dietrich come L'Angelo azzurro, Shangai Express e l'Imperatrice Caterina), che però fu un flop. Per questa ragione la Paramount era riluttante a realizzare una nuova versione di questa storia.

Montgomery Clift era già un giovane attore di rilievo, sebbene avesse solo due film all'attivo Odissea tragica e Il fiume rosso entrambi del 1948, ma che col primo aveva già ottenuto una nomination all'Oscar grazie alla sua interpretazione. Da quanto aveva 13 anni calcava il palcoscenico del teatro, e nel giro di poco tempo arriva a Broadway e in contemporanea frequenta l'Actor Studio di New York dove veniva insegnato il metodo Stanislavskij (cercando di approfondire il piano psicologico dei personaggi e immedesimandosi). Sanguigno e nevrotico, Clift era il candidato perfetto per la parte di George, ma si affidò molto alla sua coach Mira Rostova per quanto riguardava la sua performance, cosa che fece molto infuriare Stevens che non voleva che fosse qualcuno diverso da lui a dirigere gli attori, infatti per tutta la lavorazione del film il regista non volle incontrare la Rostova (i suoi collaboratori sapevano di dovergliela tenere alla larga) e non le parlò mai. Clift del canto suo definì il regista troppo inflessibile e più che un artista un artigiano. A dispetto di ciò Clift fece una delle migliori performance della sua vita che gli valse la nomination all'Oscar.

George Stevens per la parte di Angela sceglie la non ancora 18enne Elizabeth Taylor pur non avendo visto nessuno dei suoi film. Sapeva che in lei avrebbe trovato le qualità che cercava, era la  ragazza che ogni ragazzo americano avrebbe sognato di sposare. La Taylor venne ceduta in prestito dalla MGM. La Taylor all'inizio era un po' intimorita dalle scene intense che avrebbe dovuto girare con Clift, in quanto sapeva che lui veniva dall'Actor Studio e dal teatro, mentre lei si sentiva ancora una sorta di inadeguata e adolescente marionetta hollywoodiana, che semplicemente indossava bei vestiti e che non aveva ancora recitato veramente se non con cavalli e cani (in Gran Premio e Torna a casa Lassie). Clift fu subito molto comprensivo con lei e i due iniziarono un profondo legame di amicizia che durerà per tutta la vita. Ad onor del vero la Taylor si prese una cotta tremenda per Clift che all'inizio si limitava a rifiutare gentilmente, ma ad un certo punto dovette portare sul set quello che era il suo compagno e così la Taylor recepì il messaggio.

La parte di Alice Tripp in origine era stata pensata per Audrey Totter, ma siccome lo studio della MGM si rifiutò di cederla in prestito, si dovette cercare altrove.
Shelley Winters all'epoca era un'attrice della scuderia della Universal nota per i ruoli da bionda sensuale e siccome voleva dimostrare di essere in grado di interpretare anche ruoli più impegnati, decise che avrebbe avuto la parte di Alice a tutti i costi. Il regista Stevens quando ricevette la proposta dall'agente della Winters di provinarla per la parte rispose con un no categorico, così la Winters pensò di tingersi i capelli di castano e si presentò al provino con abiti da operaia, tant'è che il regista non la riconobbe fino alla fine quando la scelse. Shelley Winters che in questo film interpreta il ruolo della timida ma poi arrogante Alice, provò sentimenti contrastanti per il regista che l'aveva messa in una posizione così inferiore rispetto ad Elizabeth Taylor, anche se negli anni seguenti la Winters interpreterà sempre questi ruoli da caratterista. La Winters ha detto che subito dopo il film ha acquistato una cadillac bianca come quella guidata da Elizabeth Taylor e si faceva sempre vedere in giro per compensare il senso di inferiorità provato durante le riprese.
Il regista dopo questo film volle la Winters anche ne Il diario di Anna Frank (1959) e La più grande storia mai raccontata (1965). L'attrice ricevette una nomination all'Oscar sia per il film Un posto al sole che Il diario di Anna Frank, e vincerà la statuetta per quest'ultimo.

Anne Revere interpreta la madre di Montgomery Clift e solo 6 anni prima era stata la madre di Elizabeth Taylor in Gran Premio (ruolo che le aveva fruttato l'Oscar come Miglior attrice non protagonista). Questo è stato l'ultimo film dell'attrice che fu coinvolta nel Maccartismo (il movimento di inchiesta condotto dal senatore Joseph McCarthy contro le attività antiamericane come il comunismo). Il nome della Revere era stato trovato su una copia non firmata della carta di registrazione al Partito Comunista, ma l'attrice sostiene sia un falso, e quando viene interrogata dalla Commissione si appella al Quinto Emendamento (quello che consente ad un cittadino di non rispondere alle domande di un giudice per non dire cose che potrebbero essere usate contro di lui per una eventuale incriminazione), rifiutandosi di fare nomi di altri colleghi. Ne risulta che il suo nome viene inserito nella lista nera dalle case di produzione di Hollywood. Dopo quasi 10 anni di esilio dal mondo dello spettacolo nel 1958 riesce a tornare a Broadway.


A realizzare i costumi del film è la famosa Edith Head. Gli abiti realizzati per Elizabeth Taylor sono uno più bello dell'altro, e il vestito bianco ricamato con fiori di lillà diventò un cult copiato dalle donne dell'epoca.
I bozzetti originali di Edith Head
Gli abiti indossati da Elizabeth Taylor nel film
Location: Le scene in esterno sono state girate a Cascade Lake a Las Vegas in Nevata e al Lago Tahoe in California. La scena della Taylor e Clift in riva al lago è stata girata in Ottobre al lago Tahoe e i tecnici dovettero spazzare via la neve presente al suolo e sugli alberi che comparivano nelle inquadrature. La Taylor coraggiosamente indossò il costume e nuotò nel lato gelido, mentre successivamente Clift e la Winters si rifiutarono di scendere in acqua per la scena della barca, così pretesero di essere sostituiti dalle loro controfigure. A quel punto il regista scese personalmente nell'acqua fredda e una volta uscitone iniziò a dare indicazione su come i due attori avrebbero dovuto girare la scena, che pertanto fu fatta senza controfigure. 
Gli interni furono girati invece nei teatri di posa degli studi della Paramount.
Lago Tahoe

Come suono del motore del motoscafo il regista voleva un rumore minaccioso che facesse presagire quel che sarebbe successo, così ricorse al suono di bombardieri tedeschi in picchiata.


Charlie Chaplin ebbe la possibilità di assistere ad una proiezione del film in anteprima e disse al regista Stevens che quello era "il più grande film mai realizzato sull'America": la stampa riportò questa citazione che fu usata nel lancio promozionale del film. La premiere del film ebbe luogo il 14 agosto del 1951 a Los Angeles e con sorpresa della Paramount non solo fu un successo della critica ma anche al botteghino, il film fruttò alla casa di produzione 7 milioni di dollari (e ne era costato 2,3).

Riconoscimenti: Il film si presenta agli Oscar del 1952 con ben 9 Nomination delle quali vinse     Migliore regia a George Stevens, Migliore sceneggiatura non originale, Migliore fotografia, Miglior montaggio, Migliori costumi a Edith Head e Miglior colonna sonora, mentre dovettero accontentarsi della sola candidatura il regista George Stevens per Miglior film, Montgomery Clift come Miglior attore protagonista e Shelley Winters come Miglior attrice protagonista. Ai Golden Globes il film ricevette il premio come Miglior film drammatico, mentre la Winters ricevette la candidatura come Migliore attrice. Infine il film ricevette anche il Nastro d'argento, il premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.
Il regista George Stevens e la costumista Edith Head con gli Oscar per Un posto al sole
QUOTES:
Alice: Sapete cosa direbbero le mie compagne se ci vedessero assieme?  Che faccio la corte al nipote del principale.
George: Sciocchezze! Siamo tutti nella stessa barca.
Alice: Quando ci si chiama Eastman si ha una barca per proprio conto.

Signora Vickers: Lo sapete che avete un nipote straordinariamente riservato? Peccato, mi dicono che sa essere affascinante. Comunque stasera l'ho qui accanto e scommetto che finirà per parlare.
Signor Eastman: Tanto più quando sentirà che sono molto soddisfatto di lui.
George: Ho fatto del mio meglio per corrispondere alla fiducia che avete riposto in me
Signor Eastman: Tu hai il dono di piacere. Questo è importante nella vita e nel lavoro.

Alice: Faremo tante cose. Usciremo assieme, come tante altre coppie sposate. E dopo un po' non te ne accorgerai neanche, vedrai sarai felice e soddisfatto di ciò che hai, senza più tormentarti inutilmente per quello che non puoi avere. Nella vita George sono le piccole cose quelle che contano.

Angela: Ogni volta che mi lasci è come se fosse un addio. Dimmi, è perchè non puoi vivere senza di me?

CLIP:




 



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