L'Angolo dei film: Gigi

giovedì, marzo 10, 2016

Gigi è un film del 1958, diretto da Vincente Minnelli e prodotto dalla Metro Goldwyn Mayer con Leslie Caron, Louis Jourdan e Maurice Chevalier.
La storia è tratta dal romanzo omonimo della scrittrice Colette pubblicato a puntate nel 1942 sulla rivista Présent, e dalla commedia teatrale che ha debuttato a Broadway nel 1951 con protagonista una giovane attrice di nome Audrey Hepburn scoperta per caso in un hotel di Montecarlo dalla stessa scrittrice Colette.

La trama in breve: Nella Parigi Bohémien di inizio Novecento Gigi è una giovane ragazza che vive con la madre, una cantante di operetta, e sua nonna Madame Alvarez. Questa ha una sorella, Zia Alicia e le due donne dietro la parvenza di rispettabilità borghese, nascondono un passato di Cocotte (prostitute di alto bordo) e vogliono educare Gigi iniziandola allo stesso mestiere. Gigi però è una ragazza ingenua, spontanea e sincera. A frequentare la casa di "Mamita" Alvarez c'è il ricco nobiluomo Gaston Lachaille (nipote di Honorè, una vecchia conoscenza della nonna di Gigi), che però ha sempre visto Gigi come una bambina. Gaston dovrà fare i conti con la crescita di Gigi diventata una giovane donna, e al fatto che la nonna e la zia hanno già deciso che lui diventerà il suo protettore.   

Lo sceneggiatore Alan Jay Lerner apporta alcune modifiche rispetto al romanzo di Colette e la commedia teatrale, anzitutto riduce al minimo i riferimenti all'attività della prostituzione (che non avrebbero ottenuto l'autorizzazione della Codice Hays); poi introduce il personaggio di Honorè, lo zio di Gaston, mentre riduce la madre di Gigi ad una semplice presenza fuori campo di cui si sentono solo gli esercizi di canto.
La parte di Honoré Lachaille è stata pensata per Maurice Chevalier, mentre per quanto riguarda il resto del cast brancola nel buio. E' anche per questo che viene ulteriormente sviluppato il rapporto tra Gigi e sua nonna, che sostituisce di fatto la figura materna.
Il produttore Arthur Freed sostiene fortemente la candidatura di Leslie Caron per la parte della protagonista, con la quale ha già lavorato nel 1951 in Un americano a Parigi, mentre Lerner vuole Audrey Hepburn che ha già interpretato questo ruolo nella commedia di Broadway. Lerner chiede alla Hepburn di incontrarlo a Parigi, ma questa declina l'offerta, probabilmente perchè ha appena finito di girare un'altra commedia musicale simile, Cenerentola a Parigi. Così si recano a Londra dove vive da alcuni anni Leslie Caron che oltretutto ha completamente perso l'accento francese. Per la parte di Gaston in un primo momento si pensa all'attore Dirk Bogarde che però non riesce a liberarsi dal suo contratto, così dopo averlo visto in Tre soldi nella fontana nel '54, scelgono Louis Jourdan

RIPRESE:
Il film è un quadro impressionista grazie alla regia pittorica di Minnelli, le sontuose location e scenografie nonchè i costumi audaci di Beaton.
Le riprese del film iniziano a fine aprile del 1957 a Parigi, e a settembre si spostano per le ultime riprese in California.
La produzione deve affrontare molte difficoltà per quanto riguarda le riprese in esterni a Parigi: l'incertezza del meteo, il traffico, i rumori, le antenne tv, nonchè il complicato iter per ottenere i permessi dalle autorità locali.
Leslie Caron con suo figlio Christopher nato da poco, insieme a Chevalier poi con Jourdan e di nuovo con Chevalier sul set.
Il film inizia con Maurice Chevalier a Bois de Boulogne. 
Per la casa di Gaston è stato utilizzato il Museo Racquemart St. Andre su Boulevard Haussmann.
La casa della zia Alicia si trova in un palazzo con una facciata riccamente decorata, al numero 29 di Avenue Rapp nel settimo arrondisement.
Quando Gigi canta The Parisians si trova a Parc Monceau, in particolare a le Naumachie, un laghetto artificiale di forma ovale circondato da un semicerchio di colonne corinzie.
La scena della pista di pattinaggio sul ghiaccio è stata girata al Vecchio Palais De Glace oggi théâtre du Rond-Poin.
Jardin du Luxembourg fontana osservatorio dove Louis Jourdan canta Gigi.
Le riprese all'interno del ristorante più famoso di Parigi, Maxim's in Rue Royale, sono state molto insidiose per il regista. Nella sala principale c'erano tantissimi specchi che furono coperti per non rischiare di far riflettere le telecamere.
L'ultima location fu Venice Beach a Los Angeles. Le scene al mare in origine dovevano essere girate realmente a Trouville ma a causa del maltempo furono cancellate e si optò per la più assolata California

COSTUMI: a realizzare gli abiti di Gigi è Cecil Beaton, fotografo e costumista inglese. Beaton aveva realizzato i bellissimi costumi del film Anna Karenina del '48 con Vivien Leigh, e realizzerà nel '64 gli abiti di My Fair Lady, incluso il famoso abito bianco e nero indossato da Audrey Hepburn.
Il primo abito in cui vediamo Gigi è un completo in tessuto scozzese rosso e verde, con bolerino e gonna abbinati. Sotto sbuca una camicetta bianca con maniche stile poeta (strette fino al gomito, poi larghe e di nuovo strette al polso), a ricordare una divisa scolastica. A completare il tutto un cappello di paglia stile bretone che rimanda all'innocenza delle scolarette nei libri di storie per ragazze.
Il secondo abito di Gigi è di colore blu reale, costituito da una gonna a pieghe, con collo alla Peter Pan e maniche gigot (gonfie all'altezza delle spalle, e strette sul resto del braccio), con nette linee bianche contrastanti lungo tutto il vestito, quasi a ricordare un completo da pagliaccio.
Durante la scena delle lezioni Gigi indossa sempre abiti blu, quasi sempre una camicetta chiara e una gonna blu marino, o un abito azzurro con inserti blu. Una versione più matura dell'abito precedente.
Man mano che procede l'educazione di Gigi i suoi abiti si fanno più sontuosi.
Quando vuole mostrarsi più matura a Gaston la vediamo con un sofisticato abito di pizzo bianco con un collo molto alto, con al di sotto un tessuto color salmone che si vede in trasparenza.
Per la grand soiree da Maxim's Gigi indossa un abito di raso color avorio, con piume nere a decorare le spalle.
Infine nel finale indossa un abito da gran dama, color malva completamente di pizzo, corredato da un cappellino con le piume. 

CANZONI: Trattandosi di un Musical ovviamente la parte musicale è protagonista tanto quanto gli attori. Tra le canzoni da ricordare:

Thank Heaven for the little girl, che canta Maurice Chevalier a Bois de Boulogne 

It's a Bore cantata da Chevalier e Louis Jourdan

The Parisians
cantata da Leslie Caron doppiata da Betty Wand. L'attrice rimase molto male da questo fatto, perchè al momento in cui le diedero la parte non le dissero che sarebbe stata doppiata nel canto. La Caron sosteneva di avere un timbro gradevole e inoltre aveva preso lezioni di canto.

I Remember It Well

RICONOSCIMENTI:
Gigi si presenta alla cerimonia degli Oscar del 1959 con 9 Nomination e riesce a portare a casa tutte le statuette, stabilendo un nuovo record (superando Via col vento che aveva vinto 8 Oscar + 2 Oscar speciali), anche se deterrà questo primato solo per un anno perchè l'anno seguente il Kolossal Ben Hur porterà a casa ben 11 statuette. 
Gigi vince l'Oscar per Miglior film, Migliore regia a Vincente Minnelli, Migliore sceneggiatura non originale, Migliore fotografia, Migliore scenografia, Migliori costumi a Cecil Beaton, Miglior montaggio, Miglior colonna sonora e Miglior canzone (Gigi).

L'Oscar come Miglior Film è stato consegnato da Ingrid Bergman, introdotta a sua volta dall'amico Cary Grant. La Bergman, che esattamente due anni prima, nel 1957 aveva vinto l'Oscar come Migliore Attrice Protagonista per il film Anastasia (di cui ho parlato qui) ma non lo aveva ritirato personalmente perchè non si era ancora ripresa del tutto dall'esilio mediatico che l'aveva riguardata per la sua scandalosa relazione con il regista italiano Roberto Rossellini. Quando viene annunciata da Cary Grant, l'orchestra suona il tema principale di Anastasia e lei fa un discorso commuovente in cui dice che durante la sua lontananza ha sofferto e che è stato il sentire in differita alla radio la consegna del suo Oscar e in particolare l'applauso del pubblico che l'aveva veramente rincuorata.

Per l'assegnazione dell'Oscar ai Migliori costumi si è tenuta una piccola sfilata, e non si può rimanere indifferenti al sentire i nomi dei candidati, i cui capi si trovano quel momento tutti insieme sul palco:
Cecil Beaton (che ha realizzato i costumi di Gigi e che vincerà la statuetta), Jean Louis (per Una strega in paradiso), Edith Head (per I bucanieri) e Walter Plunkett (per Qualcuno verrà).

CHICCA: il giorno seguente all'assegnazione degli Oscar, alle centraliniste dello studio Metro Goldwyn Mayer è stato detto di rispondere invece di "Pronto MGM" la frase "M-Gigi-M".  

QUOTES:
Honorè: Gioventù ecco che ci vuole. Frequenta chi ce l'ha. E  un po' ti resta addosso.

zia Alice: Le cattive maniere a tavola compromettono un menage più dell'infedeltà

zia Alice: Se una donna non si intende di gioielli casa Gigi è perduta in partenza.

zia Alice: L'amore cara Gigi è una cosa bella, un'opera d'arte, e come tale quindi  è creata da un artista. Se grande è l'artista, grande è il risultato. E un artista chi lo crea?
Gigi: I sigari e i gioielli.
zia Alice: Gigi tu sei di un altro pianeta. Continua a studiare.

Honorè: Ah ragazzo mio non sei il primo. Queste cose sono già capitate, e a gente di prim'ordine. Alfred De Musset, Victor Hugo, Napoleone, persino a me. Non è così Manuel?
Cameriere Manuel: Certo signore. Molte, molte, molte, molte volte.
Honorè: Non sono poi così tante.

Gaston (a Madame Alvarez): Le avete fatto conoscere solo il lato volgare della vita. Ma c'è pure la dolcezza, la gentilezza, la benevolenza. Senza poi dire di un cuore che freme di generosità. Queste cose esistono Madame, o a voi sono sconosciute?

CLIP:
La gente che si sposa

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Lezione di Zia Alica a tavola

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Riconoscere i gioielli
 

Trouville

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Altre lezioni per Gigi

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Cure di bellezza

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L'intervento della zia



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