Full-Immersion: Jack Lemmon pt. 1 Le commedie romantiche

lunedì, ottobre 09, 2017

Finalmente posso dedicare la full-immersion ad uno dei miei attori preferiti: Jack Lemmon. Lo so che ho già usato questo aggettivo per altri attori e per questo occorre una precisazione. Personalmente ho due classifiche, sia per quanto riguarda gli attori che le attrici: da un lato considero la recitazione e dall'altro considero il fascino. La mia "personalissima" classifica di fascino è costituita da queste due triplette: Paul Newman, Cary Grant e John Gavin, ed Elizabeth Taylor, Grace Kelly e Vivien Leigh.
Venendo alla recitazione: al primo posto a parimerito metto James Stewart e Jack Lemmon, ai quali segue Clark Gable, mentre per quanto riguarda le donne Vivien Leigh, Katharine Hepburn e Ginger Rogers.
Ho amato Jack Lemmon fin dalla prima volta in cui ho visto A qualcuno piace caldo, mio secondo film preferito di cui ho parlato qui, dove ogni volta in cui lo guardo rido fino alle lacrime. Negli anni successivi ho visto altri suoi film, ad oggi 11 su 54 dei suoi totali (quindi direi che c'è margine di miglioramento) e posso affermare che nessuno ha deluso le mie aspettative (peraltro altissime).
Vi ho già parlato di L'appartamento, La strana coppia (qui) e il suo seguito La strana coppia 2 (ultimo film di Lemmon) che trovate qui.
Nei suoi film emerge come l'esempio per eccellenza dell'uomo comune che si trova a fronteggiare circostanze straordinarie, il romantico perdente che si mostra nelle sue debolezze e vulnerabilità, che si tratti di un frenetico susseguirsi di battute comiche o profonde riflessioni sulla vita.
Anche questa full-immersion, come quelle in passato, sarà divisa in più parti a seconda del tema. In questa prima parte vi parlerò di due commedie romantiche, il suo primo film, La ragazza del secolo, con Judy Holliday e Irma la dolce girato in coppia con Shirley MacLaine.


1) La ragazza del secolo
Il film, il cui titolo originale è It should happen to you, è del 1954 diretto da George Cukor con protagonisti Judy Holliday, Jack Lemmon e Peter Lawford.
Il trailer originale:
La trama in breve: Gladys Glover è una modella disoccupata che arriva dalla provincia per "sfondare" a New York. Si imbatte nel documentarista squattrinato Pete Sheppard, con il quale scatta subito un'intesa. Ma Gladys non perde di vista il suo obbiettivo di ottenere il successo così appena vede un gigantesco cartellone pubblicitario al Columbus Circle lo prende in affitto e ci fa scrivere il proprio nome. Questo scatena una grande curiosità nei passanti e invece infastidisce parecchio l'azienda di saponi Adams che ogni anno è solita affittare quello spazio pubblicitario strategico ed è stata battuta sul tempo da Gladys. Evan Adams III le propone di cederle quello spazio in cambio di diversi altri in giro per la città, e Gladys accetta l'offerta. Per la giovane si aprono le porte della Televisione ma ben presto capirà a quali compromessi bisogna arrivare per lavorare, e nel frattempo dovrà destreggiarsi tra le preoccupazioni del buon Pete sul suo futuro e la corte sfrenata di Evan Adams.    
Alcune scene del film

A scrivere questa brillante storia è lo sceneggiatore Garson Kanin al quale viene l'idea centrale su cui si basa l'intero film mentre sta guidando sul Columbus Circle a New York City. Alla moglie Ruth Gordon, attrice e sceneggiatrice, dice che pur di renderla felice avrebbe preso in affitto il più grande cartellone pubblicitario del quartiere per metterci il suo nome e farla conoscere a tutti, ed è così che gli venne l'idea di scriverci su un film.
Kanin vorrebbe essere lui in persona ad occuparsi della regia, ma quando il tycoon della Columbia Harry Cohn impone che l'ultima parola spetta a lui, Garson gli vende i diritti della storia e se ne va in Europa per 3 anni, mentre la regia viene affidata a George Cukor.
L'idea iniziale alla base del testo è di far emergere la figura dell'eroe che compie il gesto dell'affittare il cartellone per la propria amata, e per questa parte Garson Kanin pensa all'attore Danny Kaye, ma la moglie Ruth gli fa notare che sarebbe più empatico con il pubblico che la protagonista fosse la donna, e la storia viene intitolata A name for herself, salvo poi essere cambiata in It should happen to you. E' la stessa Ruth ad avanzare il nome di Judy Holliday per la parte della protagonista. La Holliday ha già lavorato con Kanin e Cukor in altri tre film: La costola di Adamo nel '49 accanto a Katharine Hepburn e Spencer Tracy (di cui vi ho parlato qui), Nata ieri del '50 grazie al quale ha vinto l'Oscar come Migliore attrice protagonista (ha interpretato nel '46 lo stesso ruolo nella commedia teatrale di Broadway) e nel '52 con Vivere insieme.

Per la parte del reporter bravo ragazzo della porta accanto viene scelto Jack Lemmon. Nato nell'ascensore dell'ospedale di Newton vicino Boston (perchè pare che la madre fino all'ultimo abbia giocato ad una partita di Bridge), figlio del proprietario di una fabbrica di ciambelle (i famosi doughnut), John Uhler Lemmon III a 8 anni decide di voler diventare un attore. Frequenta il prestigioso college di Harvard come membro del gruppo di arte drammatica Hasty Pudding Club e della confraternita del Delphic Club, durante il quale presta servizio su una Portaerei col grado di alfiere nella 2a Guerra Mondiale con il programma della Marina Militare V-12 Navy College Training Program, al termine del quale si laurea in Scienze militari. Dal '47 si trasferisce a New York dove inizia a lavorare come pianista in un locale e attore radiofonico e televisivo nella serie That Wonderful Guy dove conosce Cynthia Stone (che sposerà nel '50) e come panelist in The Ad-Libbers. Nel '49 compare nel film The Lady Takes a Sailor dove interpreta un imbianchino che neppure viene accreditato. Nel '53 è anche a Broadway nella commedia Room Service. Harry Cohn pensa possa essere adatto per questa parte ma vorrebbe cambiargli il nome temendo che i critici possano giocare sulla somiglianza del suo nome con Lemon (limone) e gli suggerisce di scegliere Lennon, ma lui di tutta risposta dice che sarebbe pericolosamente somigliante a Lenin, così gli viene lasciato il suo vero cognome. La performance dell'esordiente Lemmon eguaglierà se non sovrasterà quella della Holliday e di Lawford che hanno più esperienza di lui, e non sorprenderà che Jack Lemmon già l'anno seguente, vincerà l'Oscar come Migliore attore non protagonista nel film La nave matta di Mister Roberts (accanto a tre mostri sacri come Henry Fonda, William Powell e James Cagney).

Per la parte dell'intrigante Adams viene scelto Peter Lawford. Di origine inglese, Lawford trascorre la sua gioventù in Francia e a ridosso della 2a Guerra Mondiale viene riformato a causa di un danno neurologico al braccio destro (conseguenza di un incidente contro una porta di vetro) e decide in quel momento di tentare la carriera d'attore. Viene messo sotto contratto dalla M.G.M. e tra le sue prime interpretazioni, seppur non accreditato, c'è quella nel film La signora Miniver del '42 vincitore di 6 Oscar con Greer Garson. Nel '45 lo vediamo ne Il figlio di Lassie, e nel '49 è Theodore Lawrence in Piccole donne con Elizabeth Taylor, June Allyson e Janet Leigh, di cui vi ho parlato qui. Durante le riprese de La ragazza del secolo ci sarà un breve flirt tra lui e Judy Hollyday, che è sposata con il musicista e presentatore David Oppenheim il cui matrimonio però è al capolinea (i due divorzieranno nel '58). 

Di fronte alla telecamera inizialmente Lemmon tende ad avere una recitazione un po' esagerata così Cukor gli mostra che "meno è meglio" e lo stesso Jack nelle interviste future dirà che è stato uno dei migliori consigli che abbia mai ricevuto. Un perfetto esempio dell'approccio alla recitazione di cui parla Cukor è, come ricorda lui stesso in un'intervista, quando stanno girando la scena della discussione di Pete e Gladys al ristorante. Alla fine delle riprese Cukor si lamenta con Lemmon perchè non è risultato credibile così gli domanda cosa fa nella vita reale quando si arrabbia. Jack risponde "Mi vengono i brividi e i crampi, ho quasi la nausea, ma non posso certo usarlo per questa scena". Cukor lo incalza: "Invece ti dico di usarlo", ed è così che rifà la scena e al culmine dell'ira Jack si stringe lo stomaco, facendo veramente la differenza.

Nel film c'è una scena nella quale è stato ricostruito un programma televisivo che prevede un Panel con guest star famose, e troviamo alcuni attori che interpretano loro stessi, come Costance Bennett  e Melville Cooper. Costance è la maggiore delle sorelle Bennett (Joan e Barbara), una delle attrici di punta degli anni '30, che nel '65 sarà la spietata suocera di Lana Turner in Madame X di cui vi ho parlato qui
Melville è un caratterista che ha spesso interpretato il ruolo dell'inglese snob, come in Orgoglio e Pregiudizio di cui vi ho parlato qui, o Lady Eva che trovate qui

L'auto sportiva guidata da Peter Lawford è una Jaguar XK120 del 1952.

Dopo la fine delle riprese del film, Peter Lawford sposerà Patricia Kennedy, figlia di Joseph Kennedy e sorella del futuro presidente John Fitzgerald (sarà lui a presentare Marilyn Monroe al cognato e sarà anche irrimediabilmente invischiato in tutto il capitolo "Monroe" culminato con la morte dell'attrice). Peter Lawford nei primi anni '60 sarà uno dei membri del Rat Pack il gruppo costituito da Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr. e Joey Bishop.
   
Il film riceve una Nomination agli Oscar del '55 nella categoria Miglior costume in Bianco e Nero per Jean Louis, ma a vincere sarà Edith Head per Sabrina (di cui ho parlato qui), mentre Garson Kanin viene nominato per la Miglior commedia americana ai Writers Guild of America senza tuttavia vincere.

Foto degli attori sul set

QUOTES:
Gladys: Senta che cos'è l'inquadratura?
Pete: E' un pezzo di film, l'ho ripresa mentre strillava.
Gladys: Ma guarda che idea.
Pete: E' il mio mestiere, faccio documentari.
Gladys: Cosa sono?
Pete: Sono dei film però presi dal vero, si vede la gente, posti, luoghi... adesso ne sto facendo uno su Central Park. 
Gladys: Allora secondo lei anche io sono una cosa vera?

Gladys: E adesso per piacere se ne vada subito fuori dai piedi. 
Pete: Oh! Senta lei me lo farebbe un piacere?
Gladys: Che cosa?
Pete: Se lo ricorda il mio nome?
Gladys: Certo.
Pete: Com'è?
Gladys: Pete Sheppard
Pete: E allora se lo dimentichi. (esce, ma dopo qualche secondo rientra) Comunque si mangia insieme venerdì?
Gladys: E' naturale.
Pete: Grazie per l'onore!
Gladys: Non c'è di che.
Pete: Stammi a sentire Gladys. Quello che la gente, quella vera, vuole, è starsene in pace. E' la cosa che tutti desiderano di più. 
Gladys: Non io. 
Pete: Che cos'è questa pazzia che ti ha preso tutto ad un tratto.
Gladys: Che pazzia?
Pete: Credi che siano tutti così ansiosi di uscire dalla massa?
Gladys: Si.
Pete: E va bene. Ma che gusto c'è poi? Come prima cosa non tutti possono uscire dalla massa. 
Gladys: No, ma tutti possono tentare di farlo.
Pete: Ma non ti pare che sia molto meglio imparare ad essere parte della massa?
Gladys: Non per me.
Pete: E poi non capisci che non è questione di cartelli. Uscire dalla massa, avere un nome vuol dire qualcosa quando questo nome rappresenta qualcuno in un campo d'attività.
Gladys: Chi ha detto di no?
Pete: Vuoi la mia opinione?
Gladys: No.
Pete: Vabbè io te la dico. E' meglio che il tuo nome significhi qualcosa per pochissimi piuttosto che non significhi niente o qualcosa di male in tutto il mondo. 

Presentatore: Voi tutti vorreste essere famosi, non è vero? Vedere il vostro nome a lettere cubitali vero o no? Ma come dice Mark Twain parlando del tempo tutti dicono sempre che è brutto ma nessuno ci mette rimedio. Ebbene Gladys è una ragazza che quando ha qualche problema non esita a metterci rimedio.  Ma ci racconterà lei la sua storia. Con parole sue. 
Gladys: E' meglio che vada via.Non è che mi dispiace quello che faccia. Mi dispiace che lo faccia come se ne avesse diritto.
Adam: Non è forse così?
Gladys: Per lei questo sarebbe un affare come un altro. 
Adam: Perchè per te non è così? Non sarai mica tanto ingenua da pensare che sia un grande amore?
Gladys: La gente, mio caro signor Evan III, si divide in due specie: quelli che farebbero tutto pur di farsi un nome e quelli che... farebbero quasi tutto. 

CLIP:

La jaguar

Altre clip le trovate qui, purtroppo non me le fa includere nel post

2) Irma la dolce
Irma la douce, questo il titolo originale, è un film del 1963 diretto da Billy Wilder con Jack Lemmon e Shirley MacLaine.
Il trailer originale:
La trama in breve: a Rue Casanova una via intorno ai mercati Les Halles di Parigi ci sono una serie di prostitute tra cui spicca Irma la dolce con il suo cagnolino Coquette che indossa un fiocco verde abbinato ai collant dello stesso colore indossati dalla donna. Nella via arriva Nestore un nuovo poliziotto che a differenza dei precedenti non si lascia corrompere e denuncia tutta la situazione che considera amorale. Licenziato viene aiutato da Irma e ben presto i due si innamorano e lui diventa il suo protettore. Reso sempre più geloso dai clienti di Irma, Nestore decide di mascherarsi da Lord X un uomo facoltoso che pretende da Irma di essere il suo unico cliente. Per potersi permettere questa doppia vita Nestore deve lavorare duramente e di nascosto. Ad un certo punto però la presenza di Lord X diventa soffocante e Nestore medita di eliminarlo.
Alcune scene del film
Foto promozionali

Il film si basa sull'omonimo musical francese in due atti con libretto di Alexandre Breffort e musica di Marguerite Monnot, che ha debuttato il 12 novembre 1956 al Théâtre Gramont di Parigi, e dato il grande successo è stato tradotto in inglese ed è approdato prima al Lyric Theatre di Londra e poi al Plymouth di Broadway. Alla base della storia c'è il breve racconto di Alexander Breffort, Les Harengs terribles (L'arringa impossibile), che narra la storia di Nestor uno studente di diritto che si innamora di una prostituta, Irma la dolce, e ne diviene il protettore. In predaalla gelosia si finge un facoltoso gentiluomo che si propone come cliente esclusivo della donna, con la quale vuole solo parlare. Ma dover reggere il gioco si rivela molto difficile.
Billy Wilder rimane molto colpito dalla storia dell'uomo "geloso di se stesso" nella quale vede tantissimo potenziale, e decide di farne un riadattamento per il cinema, eliminando però la parte dei numeri musicali di canto e ballo. La sceneggiatura viene affidata a I.A.L. Diamond che ha già collaborato con Wilder in Arianna, A qualcuno piace caldo e L'Appartamento, il quale in un'intervista dirà: "La prostituta è una dei più intensi personaggi della letteratura e ha sempre avuto un certo fascino sia per gli autori che gli spettatori. Sullo schermo di solito viene rappresentata come un'accompagnatrice dal cuore duro o come la figura tragica appoggiata al lampione. Ma le ragazze dei dintorni del mercato parigino Les Halles, sebbene abbiano i loro problemi personali, sono un gruppetto bello turbolento. Ed è questo lo spirito che abbiamo cercato di catturare nel film".

Jack Lemmon è il primo a essere scritturato, nel febbraio del '61. Per la parte della protagonista Billy Wilder inizialmente pensa a Marilyn Monroe, con la quale ha già lavorato in Quando la moglie è in vacanza (che trovate qui) e A qualcuno piace caldo, ma la morte improvvisa dell'attrice scombina i piani di Wilder. Il regista ha già lavorato con Shirley MacLaine in L'appartamento del 1960 (di cui ho parlato qui) e quando le propone la parte lei accetta senza nemmeno sentire il bisogno di leggere la sceneggiatura: dirà "accetto perchè ho piena fiducia in Wilder e Lemmon", infatti sia lei che Lemmon oltre al salario chiederanno una percentuale sui profitti. Un'altra attrice brevemente presa in considerazione da Wilder è stata Elizabeth Taylor che però in quel momento si trova nel bel mezzo del dramma Taylor-Burton e così il regista abbandona l'idea. Per riuscire ad interpretare meglio il personaggio di Irma, Shirley MacLaine gira un po' per Parigi per rendersi conto di com'è la vita delle vere prostitute parigine. Queste non solo si dimostrarono parecchio desiderose di rispondere a tutte le sue domande, ma addirittura le propongono di "guardarle all'opera": lei declina l'invito ma di fronte all'insistenza delle donne, che addirittura si indignano, accetta a malincuore di guardare attraverso una piccola finestra l'incontro con alcuni clienti.

La prima scelta di Billy Wilder per la parte del barista dalle mille risorse Moustache è l'attore Charles Laughton, che nel '57 ha ottenuto una nomination all'Oscar grazie al film di Wilder Testimone d'accusa, il quale accetta ma muore a causa del cancro poco prima delle riprese. A sostituirlo è l'attore canadese Lou Jacobi.

Tra le "colleghe" di Irma troviamo alcune vecchie conoscenze, comparse in altri film di Wilder: a interpretare Annie l'amazzone è Joan Shawlee che ha interpretato Susy la direttrice d'orchestra in A qualcuno piace caldo e  Sylvia la spasimante del sig. Kirkeby ne L'Appartamento mentre Kiki la cosacca è Grace Lee Whitney che in A qualcuno piace caldo è Rosella una delle ragazze della band.
A fare il suo debutto cinematografico, seppur non accreditato, c'è pure l'attore James Caan, che qui interpreta un soldato che ascolta la radiolina. Caan interpreterà ruoli di successo come Sonny Corleone ne Il Padrino di Francis Ford Coppola nel 1972 e Misery non deve morire del 1990.

Durante le riprese Jack Lemmon sposa a Parigi quella che sarà la sua seconda moglie Felicia Farr, e a fargli da testimone di nozze è Billy Wilder.

LOCATION: Il film è stato girato principalmente negli studi di Sam Goldwyn a Hollywood. Il designer Alexander Trauner nello studio di posa numero 4 ha ricostruito 3 strade di Parigi convergenti tra loro con 48 edifici dal look molto autentico per il quale ha impiegato 3 mesi e speso la cifra di 350.000 dollari.

La pre-produzione è iniziata nell'agosto del '62 con 10 giorni di riprese in esterni direttamente a Parigi, come riprese aeree, del mercato alimentare di Les Halles, della riva della Senna (girata direttamente dalla casa parigina di Trauner in Rue Des Saints Peres).


Nella stessa occasione viene girata la scena di Jack Lemmon nel fiume. Wilder viene avvisato del pessimo stato delle acque della Senna, sporche ed inquinate, ma fa girare la scena lo stesso. Il risultato è che Lemmon si prende un brutto virus intestinale che lo costringe a letto e provoca la sospensione delle riprese per diversi giorni. Alla fine rigira la scena ma non prima di essersi sottoposto ad una serie di vaccini tra cui il tetano. Più avanti dirà che questa è stata la cosa più disgustosa che abbia mai dovuto fare in un film.  

Jack Lemmon ha un modo tutto suo per calmarsi prima di una scena. Chiude gli occhi e ripete a se stesso "It's magic time", mentre la MacLaine non ha un mantra ed è particolarmente nervosa. Durante una scena che continua a sbagliare, Wilder per stemperare la tensione dice "La settimana scorsa George Stevens ha iniziato a girare il film sulla vita di Gesù Cristo La più grande storia mai raccontata, ed è già arrivato al suo Bar Mitzvah!"

Billy Wilder non diede mai una spiegazione della trovata eccezionale che scelse per il finale.

COSTUMI: a realizzare gli abiti per questo film è lo stilista Orry-Kerry, che ha realizzato i costumi di Bette Davis in molti suoi film tra cui La figlia del vento, Piccole volpi e Il conte di Essex, Un americano a Parigi e Quando la moglie è in vacanza.
Irma ha un colore preferito, il verde, e in ogni costume in cui la vediamo ci sono dettagli di questo colore, e la sua stessa cagnolina Coquette ha un fiocco in testa verde. Il primo abito con cui la vediamo è la sua "divisa" da lavoro: indossa un top, calze velate e biancheria intima verde. Fin da subito vediamo che il suo completo non è provocante come quello delle sue colleghe. 
Quando indossa l'impermeabile ha l'immancabile dettaglio verde nelle spille a barretta nei capelli.
Mentre è seduta da Chez Moustache con l'abito nero sono due i particolari colorati di verde, il capo che sbuca dal decoltè e il cappello con tanto di piuma. Anche le sue mini camicia da notte sono in pizzo verde.
Foto degli attori insieme al regista Billy Wilder sul set
Agli Oscar del 1964 il film si presenta con la nomination per Migliore attrice a Shirley MacLaine, Miglior Fotografia a colori a Joseph LaShelle, Miglior Colonna sonora riadattata ad Andre Previn e a vincere la statuetta è proprio quest'ultimo (a vincere come Migliore attrice sarà Patricia Neal per Hud il selvaggio).
Il film costato 5 milioni di dollari ne incasserà 25 e 246 mila, piazzandosi come 5° film con il maggior incasso del 1963.  

QUOTES:

Narratore: Questa, dunque, è la storia di Irma la Douce. Una storia di passione, sangue, desiderio e morte.  Tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Il luogo è Parigi, l'ora le cinque del mattino. Forse nelle guide turistiche avrete letto che Parigi non dorme mai. Non credeteci. A quest'ora del mattino non c'è niente da fare, a meno che non lavoriate per la nettezza urbana. Per il bicchiere della staffa da Maxim, è troppo tardi. È chiuso da ore. Se volete buttarvi dalla torre Eiffel, è troppo presto. Riaprirà solo tra qualche ora. Se siete in cerca di un po' di movimento, lasciate perdere i quartieri alti. È meglio venire dalle nostre parti. Ecco Les Halles, i mercati generali. Li chiamiamo il ventre di Parigi. Tenetevi gli Champs-Èlysées e la reggia di Versailles. È questo il posto che fa per me... caotico, volgare, puzzolente, ma vivo. Manzo dallo Charollais, maiale dal Périgord, agnello dalla Bretagna, vitello dalla Normandia. Salmoni dalla Loira, sogliole dalla Manica, aragoste dalla Corsica, ostriche da Dieppe, sardine da Lorient. Asparagi da Argenteuil, arance da Valencia, meloni da Cavaillon, cavoli da Aubervilliers. Ma non si vive di soli cavoli. E se è per questo che siete al mercato, andate in Rue Casanova. È qui che stanno le ragazze, o, come le chiamiamo noi, le "poule" Potete scegliere tra Kiki la Cosacca, Annie l'Amazzone, Lolita, Suzette Wong, Mimi la Mau Mau, e poi, naturalmente, c'è Irma la Dolce. Come tutte, prende sempre il caffè nel bistrot di fronte Chez Moustache. A volte, all'alba, qualche ricco turista si ferma per una zuppa di cipolle. Ma la clientela in genere è costituita dalle "poule" e dai loro "mac". Sapete cos'è un "mac"? Voi come lo chiamate? Protettore, complice, manager? Restate in zona, capirete il concetto.

Moustache: Cerca qualcosa, agente?
Nestore: Cosa sa di quell'hotel?
Moustache: Nel 1763 ci ha dormito Casanova.
Nestore:Non parlo del 1763. Da quando sono qui, sono entrate quattro coppie.
Moustache: Lunedì è sempre una nottata fiacca.
Nestore:Detto tra noi, ha anche solo una vaga idea di cosa ci facciano lì dentro?
Moustache: Ne ho un'idea molto precisa. Fanno l'amore.
Nestore: È illegale.
Moustache: Il che dimostra in che mondo viviamo. L'amore è illegale, ma non l'odio. Si può odiare ovunque, chiunque, a qualsiasi ora. Ma se si vuole un po' di calore, una spalla su cui piangere, un sorriso, bisogna nascondersi nell'oscurità come criminali.
Nestore: Non lo chiamerei amore.
Moustache: Che discorso da petit bourgeois.
Nestore: È un'indecenza e va sradicata.
Moustache: Mio caro, le sue idee sono confuse ed economicamente non reggono. E so quello che dico.  Sono stato professore di economia alla Sorbona.
Nestore: Professore?
Moustache: Per sei anni, ma è un'altra storia.

Nestore: Adesso faccio una retata.
Concierge: È in cerca di guai, mio giovane amico. Essere onesti in un mondo disonesto è come spennare un pollo controvento.  Alla fine ci si ritrova solo con la bocca piena di piume.

Nestore: Perché devi per forza avere qualcuno?
Irma: Abbiamo tutti bisogno di qualcuno. Come Coquette ha bisogno di me. Chi vuol rimanere solo come un cane? Devi appartenere a qualcuno, anche se ogni tanto ti prende a calci.

Nestore: Non sai niente degli uomini. E sai perché? Perché ne hai avuti troppi.
Irma: Grazie tante.
Nestore: Ti credi tanto esperta dell'amore. Non capisci nemmeno quando uno ti ama.
Irma: Come chi?
Nestore: Come me.

Ispettore: La solita vecchia storia. Un poliziotto si lascia corrompere, diventa un mac e finisce assassino. Il caso è chiuso.
Nestore: Be', dovrete riaprirlo. Moustache può provare...
Moustache: Il mio cliente non ha altro da aggiungere.
Nestore: Il tuo cliente?
Moustache: Mi sono laureato in legge a Grenoble. Ero un grande penalista prima che mi radiassero dall'albo. Ma questa è un'altra storia.
Ispettore: Ammanettatelo.
Moustache: Un momento. L'accusato ha il diritto di conferire con il suo avvocato.
Nestore: Cosa cerchi di fare? Perché non gli dici la verità?
Moustache: La verità? È dinamite.
Nestore: Ma io sono innocente.
Moustache: Le prigioni sono piene di innocenti che hanno detto la verità. Non puoi avere ucciso Lord X perché Lord X sei tu, solo che tu non sei Lord X, sei un mac. Solo che non sei un mac lavori al mercato per trovare i soldi per fare l'amore con la tua ragazza, con la quale potresti farlo gratis, se non fossi troppo stanco dopo aver guadagnato i soldi  che Lord X dà a lrma, che li dà a te. Ecco la verità. Se racconti questo minestrone a una giuria, ti becchi 15 anni.
Nestore: Cosa devo fare?
Moustache: Niente. Mettiti nelle mie mani. Il mio cliente si dichiara colpevole. 
Nestore: Davvero?
Moustache: Ma riflettiamo sul movente. Perché uccidere il migliore cliente della sua ragazza? Per 500 franchi, quando poteva averne il doppio ogni settimana? Ridicolo, sarebbe come uccidere la gallina dalle uova d'oro. O perché volevano fuggire insieme? Perché avrebbe perso la sua fonte di sostentamento? Altrettanto ridicolo. Lui qui è il re. Avrebbe potuto prendersi qualsiasi ragazza.
Nestore: È vero.
Moustache: Quindi ci resta un solo movente possibile: La gelosia. Era così innamorato di Irma da non sopportare che un altro la toccasse. Sì, ispettore, è la solita vecchia storia: un delitto passionale.

CLIP:
Irma

Parigi alle 5 del mattino

L'amore è illegale, l'odio no


L'arrivo di Lord X


Lite tra donne

Nestore perde la testa

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