Full-immersion: i film sul Divismo nel Cinema

lunedì, giugno 27, 2016

Nuova Full-immersion, questa volta tematica e non concentrata su un singolo attore (ammetto sia venuta un po' lunga ma non potevo trattenermi). Mi è venuta l'idea di raggruppare in un unico post due film che trattano lo stesso argomento, ovvero quello del divismo nel cinema. In entrambi i film troviamo una Hollywood che celebra se stessa ma che al contempo mostra i retroscena amari dello Star System. Nello specifico parlerò di due film che hanno come soggetto la vita di un'attrice la cui lunga carriera è ormai in declino, interpretati da due grandissime attrici di Hollywood che hanno saputo cogliere l'opportunità offerta da questo ruolo che avevano rifiutato altre attrici che rifiutavano di vestire i panni di una "vecchia attrice fallita" riuscendo a rendere peraltro un'ottima performance: Gloria Swanson e Bette Davis, rispettivamente in Viale del tramonto e La Diva.

1) Viale del tramonto

Il titolo originale è Sunset Boulevard (riferito all'omonimo viale di 37 km che percorre Los Angeles famoso per i locali notturni e le case di diverse Star, nonchè per gli Studi cinematografici che si erano concentrati in questa zona dagli anni '10), ed è un film del 1950 diretto da Billy Wilder con protagonisti Gloria Swanson e William Holden.
Trailer originale: 

La trama in breve: Il film inizia con la voce di un narratore fuori campo che parla di un omicidio che è stato commesso nella villa di una diva di Hollywood e a parlare si scopre essere proprio la vittima che galleggia senza vita nella piscina, Joe Gillis che inizia a raccontare la propria storia attraverso un lungo flashback. Joe è uno sceneggiatore cinematografico spiantato che mentre sfugge ai creditori arriva ad una sontuosa villa all'apparenza abbandonata. In realtà vi ci abita una vecchia diva del cinema muto Norma Desmond con la sola compagnia del fedele maggiordomo Max. L'attrice scoperto che Joe è uno scrittore gli propone di lavorare al copione del film Salomè che spera la riporterà al successo. In cambio di un'allettante offerta di denaro Joe decide di rimanere nella villa e accetta il lavoro. Mentre si avvicina sempre di più a Betty la segretaria di un produttore della Paramount, Joe si rende conto che Norma si è innamorata di lui ed è determinata ad averlo tutto per sè almeno quanto desidera tornare a girare film.
Alcune scene del film
A sinistra Charles Brakett a destra Billy Wilder.
Il regista Billy Wilder negli anni '40 è già conosciuto per film come Frutto proibito (The Minor and the Major) con Ginger Rogers di cui ho parlato qui, e La fiamma del peccato (Double idemnity) con Barbara Stanwyck, quando nel '48 si mette a lavorare sul copione di Viale del tramonto insieme allo sceneggiatore Charles Brackett con il quale aveva già collaborato. Dopo alcuni mesi in cui non riescono ad ottenere una sceneggiatura soddisfacente chiamano ad unirsi nel team anche lo sceneggiatore e scrittore per LIFE magazine Marshman. La storia di Norma Desmond trae ispirazione dalla vicenda che ha riguardato l’attrice del cinema muto Mabel Normand che nel 1922 fu coinvolta in uno scandalo poiché sospettata dell’omicidio del regista nonchè amante William Desmond Taylor, ma Wilder sostiene che il personaggio di Norma abbia alcuni tratti simili anche a Mary Pickford, Mae Murray e Clara Bow.
Wilder vuole far sapere il meno possibile del film per cogliere Hollywood di sorpresa: confonde i dirigenti della Paramount con trame lontanissime dalla storia vera al punto che viene messo addirittura come titolo provvisorio del film A can of beans (una scatola di fagioli), e la sceneggiatura veniva chiusa in cassaforte ogni sera alla fine delle riprese. Per aggirare eventuali seccature da parte della censura, Wilder manda solo poche pagine alla volta a revisionare. Nancy Olson (che interpreta Betty) in un'intervista parla di come Wilder avesse pensato a tutto nei minimi dettagli già nella stesura del copione "Nessuna battuta era aggiunta, la cosa interessante, e non ho mai visto una sceneggiatura simile, era che nella colonna di sinistra c'erano le indicazioni per la cinepresa. Quando scriveva, quindi, Billy dirigeva".
Per la parte di Norma Desmond Billy Wilder si rivolge a diverse attrici dal glorioso passato nel muto e che oggi erano ormai in fase di declino: Mae West rifiuta dicendo di essere troppo giovane per la parte perchè ha 55 anni e che avrebbe preteso un partner decisamente più giovane; Mary Pickford rifiuta di fare la parte della donna matura che mantiene il gigolò; Pola Negri l'attrice famosa per avere come animale da compagnia un leopardo, riceve una telefonata da Billy Wilder, il quale però si rende conto che il suo accento polacco è troppo marcato e non sarebbe andato bene in un film con una dose così massiccia di dialoghi; infine viene chiesto anche alla divina Greta Garbo, che dopo il fallimento del film Non tradirmi con me del '41 si era ritirata dalle scene, ma nel '49 aveva deciso di provare a fare un provino per il film La duchessa di Langeais (tra l'altro in Italia) ma quando i produttori decisero di non realizzare più la pellicola rimase talmente offesa che decise non avrebbe più fatto film.
Da sinistra: Mae West, Mary Pickford, Pola Negri e Greta Garbo

E' il regista George Cukor a suggerire a Wilder di provare a chiedere alla 50enne Gloria Swanson, attrice il cui ultimo film risaliva a 15 anni prima. Inizialmente offesa dall'idea di dover sostenere un provino per lo studio con cui aveva lavorato tanto, l'attrice accetta quando Cukor le dice che quello sarà il ruolo per cui verrà ricordata. L'attrice viene assunta per 50.000 dollari più 5.000 a settimana inoltre fornisce più di 100 articoli tra foto, ritratti ed oggetti personali, necessari per costruire il tempio di gloria di Norma Desmond.






Montgomery Clift viene scelto ma una settimana prima dell'inizio delle riprese dà forfait perchè vede la storia troppo simile alla sua vita in quel momento; l'attore infatti viveva con Libby Holman 30 anni più vecchia e ricca di lui e che aveva minacciato il suicidio se avesse fatto quel film. Così Billy Wilder prova a bussare alla porta dell'attore Fred MacMurray che però rinuncia perchè non vuole interpretare un gigolò, Marlon Brando che però non era ancora conosciuto, Gene Kelly che accetta salvo dover rinunciare a causa del contratto che lo legava alla MGM che si rifiuta di cederlo in prestito alla Paramount.
Da sinistra: Montgomery Clift, Fred MacMurrey, Marlon Brando e Gene Kelly
A quel punto Billy Wilder incontra il 31enne William Holden, l'attore lanciato nel '39 dal film Il ragazzo d'oro con Barbara Stanwyck, che tuttavia non aveva ottenuto grandissimi ruoli dopo quello, inoltre era stato lontano dalle scene per aver prestato servizio militare nella Seconda Guerra Mondiale. In seguito a questo film Wilder e Holden lavoreranno di nuovo insieme nel '53 per il film Stalag 17 per il quale Holden vincerà l'Oscar, e nel '54 in Sabrina insieme a Humphrey Bogart e Audrey Hepburn (film del quale ho parlato qui).









Erich von Stronheim e Nancy Olson
A interpretare il fedele maggiordomo della Desmond Max è niente meno che Erich von Stroheim, regista degli anni '20 e inizio dei '30, che aveva diretto proprio Gloria Swanson.
Per la parte della segretaria del produttore della Paramount Betty Schaefer viene scelta la ancora poco conosciuta Nancy Olson (che io ho subito riconosciuto essere la cameriera Nancy nel film Il segreto di Pollyanna del '60). La coppia costituita dalla Olson e William Holden I due recitarono nuovamente insieme nel '50 nel poliziesco L'ultima preda (1950) e nel '51 nel dramma bellico Squali d'acciaio e nel romantico Stringimi forte tra le tue braccia.

Le riprese iniziano nel maggio del '49. In origine il film si apriva con una scena all'obitorio con il cadavere di Joe che parlava con gli altri "vicini", ma quando ad un'anteprima realizzata per sondare l'opinione del pubblico questi scoppiarono a ridere in questa scena Wilder decise di toglierla ed iniziare con la scena della piscina.
La scena eliminata dell'obitorio
Wilder sceglie di realizzare per il film un'inquadratura molto azzardata per l'epoca, ovvero una ripresa subacquea dal basso che inquadra il corpo senza vita di Joe che galleggia a in superficie. Lo studioso di cinema Ed Sikov ricorda che l'operatore ha dovuto fare vari esperimenti ricorrendo a giochi di specchi e l'uso di manichini, per scoprire che se l'acqua fosse stata a 4°C non avrebbe creato una  distorsione e avrebbero potuto filmare dall'alto l'immagine di Joe riflessa in uno specchio posizionato sul fondo della piscina.

La villa usata nel film in realtà non si trovava su Sunset Boulevard ma al numero 3810 di Wilshire Boulevard sempre a Los Angeles. Fatta costruire nel 1924 da William Jenkins, che la vendette poi nel 1942 a Jean Paul Getty magnate del petrolio e fondatore della Getty Oil che l’acquistò per la sua seconda moglie. La signora Getty con l'accordo di divorzio ottenne la villa che affittò alla Paramount per le riprese del film. La donna chiese in cambio che lo Studio le realizzasse una piscina, quella che appunto appare nel film, che oltretutto venne utilizzata anche per le riprese di Gioventù Bruciata nel 1955. Gli interni invece furono interamente realizzati negli studi della Paramount. Nancy Olson disse in un'intervista del 2002 di aver visto che gli operatori si strofinavano una pietra pomice sulle mani e soffiavano di fronte alla cinepresa per dare ancora di più la sensazione che gli angoli fossero impolverati. La casa è stata poi abbattuta nel 1957 perchè vi è stato costruito un grattacielo che ha prima ospitato la Union Bank, poi la Getty Oil e ad oggi è stato poi rinnovato e trasformato nel complesso di condomini Mercury.
A sinistra la casa di Getty usata per il film, a destra il grattacielo che è stato costruito al suo posto.
Lo schizzo e il set dell'ingresso della casa di Norma Desmond
L'appartamento in cui vive all'inizio del film Joe è nel caseggiato chiamato "Alto nido" che ancora oggi si trova al 1851 di Ivar Avenue a Los Angeles.
Alto Nido

Nel film compare anche la Schwab's Pharmacy, una specie di farmacia/drogheria molto famosa a Los Angeles, nella quale oltretutto Francis Scott Fitzgerald era stato colpito da un infarto mentre stava acquistando un pacchetto di sigarette nel 1940.  Il compositore Harold Arlen è qui che scrive "Over the Rainbow" per il film Il Mago di Oz. E anche Charlie Chaplin con Paulette Goddard erano clienti fissi al punto che all'attore era concesso di passare dietro il bancone e farsi il proprio frappè come preferiva.


L'automobile di Norma Desmond è un'Isotta Fraschini modello 8A attualmente al Museo dell'automobile di Torino (che riporta le iniziali N.D. Norma Desmond incise per il film). Questa limousine apparteneva negli anni '20 a Peggy Hopkins Joyce, una ragazza delle Ziegfeld Girls, su cui  pare fosse basato il personaggio di Lorelei Lee interpretato da Marylin Monroe ne Gli uomini preferiscono le bionde. Peggy era l'amante di Walter Chrysler, il magnate della casa automobilistica, che gli regalò appunto quest'automobile di lusso. L'auto era costata 50.000 dollari nel '29 che corrispondono attualmente a mezzo milione di dollari. Nella scena in cui arriva agli Studi della Paramount (che l'aveva affittata per il film), Norma era accompagnata in auto dal maggiordomo Max ma siccome von Stroheim non sapeva guidare per girare la sequenza fu necessario trainare la vettura con un camion per mezzo di un lungo cavo (e nonostante questo Von Stroheim riuscì a urtare il cancello della Paramount). Gli interni furono rivestiti con una stampa leopardata come quelli della auto realmente posseduta negli anni '20 dall'attrice Gloria Swanson.
L'Isotta Fraschini come appare nel film, il dettaglio degli interni leopardati e una foto del Museo di Torino dove si trova ora.
Per quanto riguarda i costumi Billy Wilder si rivolge alla regina di Hollywood, la costumista Edith Head. Il regista insieme alla costumista e Gloria Swanson giunge alla conclusione che gli abiti di Norma Desmond debbano essere attuali e non ispirati alla moda anni '20, pertanto chiede alla Head di trarre ispirazione dalle collezioni contemporanee (nello specifico la stilista si lascia influenzare dalla collezione del '47 della Maison Dior).
I bozzetti originali realizzati dalla costumista Edith Head
Gli abiti di Norma Desmond indossati da Gloria Swanson
Inoltre Edith Head impreziosisce i completi indossati dalla Swanson con accessori particolari, come collane a forma di serpente, turbanti, ed un originalissimo anello porta sigaretta.
Edith Head fa realizzare un cappello con una piuma di pavone per l'incontro di Norma con DeMille come rimando al film che avevano girato insieme la Swanson e il regista nel 1919 Male and Female dove l'attrice indossava un copricapo originalissimo a forma di pavone (malvisto da tutti i membri della troupe che lo consideravano di malaugurio).
A sinistra Gloria Swanson in Viale del tramonto, a destra la Swanson nel '19 in Male and Female

Edith Head con Gloria Swanson.
Gloria Swanson nella propria biografia dice a proposito dei costumi indossati nel film "erano frivolezze datate, esotiche"; la Head invece li definisce l'incarico più impegnativo della propria carriera poichè Norma Desmond era un'attrice che si era persa nella propria immaginazione, e aveva creato ogni abito come se stesse impersonando ruoli sempre diversi. La Head si era conquistata un posto sul podio dei costumisti più richiesti anche grazie alla sua modestia che in gioventù, quando era l'assistente prima di Greer e poi di Travis Benton alla Paramount, aveva l'abitudine di parlare con le attrici, confrontarsi con loro e chiedere suggerimenti e consigli sia per avere delle idee dalle quali partire sia per ovviamente fare piacere alle star, che una volta diventate famose si ricordavano di lei e la richiedevano per i propri film. Edith confeziona anche gli abiti per William Holden e i personaggi minori, ma per ottenere un effetto più autentico Wilder chiede a  Von Stroheim e Nancy Olson di indossare abiti propri.

Il regista Cecil DeMille
CINEMA NEL CINEMA: Questo film è a tutti gli effetti uno dei pilastri della storia cinematografica internazionale: un film sul Cinema, con interpreti che hanno fatto la storia del Cinema e per il Cinema. In primis il regista Cecil DeMille che viene ripreso proprio sul set del film che stava girando in quel periodo Sansone e Dalila che uscirà nel 1951.


Nella scena in cui Norma invita a casa sua alcuni suoi amici attori per giocare a carte, personaggi che  Joe definisce "larve del passato che avevano brillato al tempo del muto che sembravano pallidi manichini di cera": si tratta di Buster Keaton, Ann Q. Nilsson e H.B. Warner (che interpretava il Signor Gower il farmacista in La vita è meravigliosa del '46 di Frank Capra).
Nel finale vediamo nei panni di se stessa Hedda Hopper, la cronista della vita mondana delle Star che con Louella Parsons ed Elsa Maxwell costituiva il "trio delle più famose pettegole di Hollywood", infatti ognuna scriveva una propria rubrica di gossip ospitata nei giornali americani più famosi.

Da sinistra Buster Keaton, Ann Q. Nilsson, William Holden, Cecil DeMille, Gloria Swanson e H. B. Warner; Hedda Hopper

Grande importanza ricopre lo studio della Paramount (che è tra l'altro la Major che ha prodotto il film) e soprattutto il famoso cancello, il Bronson's Gate, chiamato così perchè affacciava sulla Bronson's Avenue.

Altri personaggi che vengono menzionati sono il tycoon della Fox Darryl Zanuck, il regista padre del cinema americano Griffith, gli attori Rudolph Valentino, Douglas Fairbanks, John Gilbert, Tyrone Power, Barbara Stanwyck e Greta Garbo.
Il film che viene proiettato nel cinema privato di Norma è niente di meno che La regina Kelly del '27, con proprio la Swanson protagonista diretta da  Erich von Stroheim (che qui interpreta il maggiordomo Max). Non a caso è stato scelto il film che aveva segnato l'interruzione della carriera della Swanson (il film era stato finanziato da Joe Kennedy padre del futuro presidente John Fitzgerald Kennedy che era l'amante di Gloria Swanson all'epoca).
Lo spettacolino che Norma inscena per intrattenere Joe è secondo quanto detto dallo stesso personaggio "Le belle bagnanti di Mack Sennett", ed anche questo è un riferimento  allo sketch Bathing Beauties in cui la Swanson nel '17 era diretta proprio dal regista Mack Sennett. Inoltre Norma inoltre dice "Ricordo ancora le compagne di balletto: Marie Prevost, Mabel Normand", attrici del muto che erano davvero state le sue compagne in quello sketch. Poi la Swanson fa un imitazione di Charlie Chaplin nel suo classico personaggio del vagabondo.
Da sinistra: La Regina Kelly del '29; Gloria Swanson in Viale del tramonto; Gloria Swanson nel '17 in Bathing Beauties; Gloria Swanson imita Charlie Chaplin; infine Charlie Chaplin

Foto sul set
La Premiere del film
La premiere ha avuto luogo il 10 agosto del 1950 al Rockefeller Center di New York. A questa proiezione assiste anche il tycoon della MGM L.B.Mayer che a fine film pare si sia recato imbestialito da Wilder dicendo "Bastardo, sputtanare così l'industria che ti ha creato e dato da mangiare! Meriteresti di essere tuffato nel catrame, cosparso di piume e cacciato da Hollywood".

Il film è costato 1,6 milioni di dollari e al botteghino ne ha guadagnati 2,5, non un grandissimo profitto, ma all'inizio del 1960 ha raggiunto la cifra complessiva di 5 milioni di dollari guadagnati.

Alla cerimonia degli Oscar il film si presenta con ben 11 nomination, tra cui Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore protagonista William Holden, Miglior Attrice protagonista Gloria Swanson, Migliore Attore non protagonista Erich von Stroheim Migliore Attrice non protagonista Nancy Olson, Miglior Sceneggiatura, Miglior Scenografia e Miglior Colonna sonora, portando a casa solo 3 statuette per queste ultime categorie. La colpa della mancata vittoria per l'attrice protagonista è da attribuirsi a Darryl Zanuck che era riuscito a far candidare come protagoniste sia Anne Baxter che Bette Davis, provocando inevitabilmente una frammentazione del voto, penalizzando sia Bette Davis che Gloria Swanson che avevano reso interpretazioni migliori di Judy Holliday in Nata ieri. Anche Erich Von Stronheim solleva una grande protesta sia per essere stato nominato nella categoria non protagonista e soprattutto perchè minaccia (senza tuttavia metterlo in pratica) di fare causa per danni alla Paramount quando scopre di non aver vinto.
Oscar 1951: Gloria Swanson con a Josè Ferrer che vincerà Migliore attore protagonista, incontra Judy Holliday che vincerà Migliore attrice, e poi Ferrer le dà un bacio per consolarla. Poi Edith Head con l'Oscar vinto per i costumi.


QUOTES:
Joe: Questo è il Sunset Boulevard, il Viale del Tramonto a Hollywood. Sono le cinque del mattino. Arriva la polizia, la Squadra omicidi col solito codazzo di cronisti. In una di queste sfarzose ville è stato commesso un delitto. Lo leggerete sui giornali del mattino e ne sentirete parlare alla radio. Lo trasmetterà anche la televisione, perché questo è un fatto grosso e nella vicenda c'è coinvolta una diva del cinema...

Joe: Qual è il materiale che di solito maneggiate? Emile Zola, Dostoevski?
Betty: Io dico che nel copione ci vuole qualcosa che prenda.
Joe: Ah qualcosa che prenda?  Che cosa volete, trovare ad ogni cantone un Via col vento?
Betty: Quello l'ho trovato io. C'era scarsità di film sulla guerra civile americana.

Joe: Era quello un luogo strano, una di quelle costruzioni solenni che inorgoglivano un tempo i magnati del cinema. Una casa abbandonata fa sempre un effetto sinistro. Questa poi era un rudere: aveva l'aria di una di quelle vecchie gentildonne decadute cariche di antichi veli sdruciti e di cianfrusaglie fuori moda, che vivono isolate dal mondo fra i fantasmi di un passato fastoso.

Joe: Ehi, un minuto. Io vi ho visto da qualche parte. Conosco il vostro viso.
Norma: Uscite!
Joe: Siete Norma Desmond, la famosa attrice del muto. Eravate grande.
Norma: Io sono sempre grande. È il cinema che è diventato piccolo. 
Joe: Lo dicevo, che nel cinema c'è qualcosa che non va.
Norma: È finito, distrutto. Un tempo, col nostro mestiere, gli occhi di tutto il mondo erano stregati da noi. Ma non era sufficiente per loro, oh no!, dovevano impadronirsi anche degli orecchi. Allora aprirono le loro bocche bestiali e vomitarono parole, parole, parole... 
Joe: Eh quando ci si mettono gli uomini d'affari.
Norma: Guardateli nei loro lussuosi uffici, che belle menti. Avevano delgi idoli e li hanno frantumati. I Fairbank, i Gilbert, Rudy Valentino. Che cosa c'è restato? Il vuoto assoluto.
Joe: Non è colpa mia, non sono un regista. Sono uno scrittore.
Norma: Ah si eh? E scrivete parole, parole. Avete fabbricato un capestro di parole per strangolare il cinema. Ah! Ma il microfono registrerà i suoi rantoli e il Technicolor fotograferà la sua rossa lingua a ciondoloni.

Joe: Dite, che razza di originale è quella Norma Desmond?
Max: La più grande attrice del suo tempo, ma voi siete giovane. Riceveva diciottomila lettere di ammiratori alla settimana, gli uomini pagavano il suo parrucchiere per una ciocca dei suoi capelli. Ci fu un maharajà che venne dall'India per avere una delle sue calze di seta: quando la ottenne, ci si strangolò. 

Joe: Non c'era da discutere con lei. Non si può urlare ad un sonnambulo, quello cade e si rompe l'osso del collo. E lei era così, camminava come una sonnambula sull'orlo della voragine che era il suo passato. E impazziva se si toccava quell'arogmento. Il suo essere sacro di celluloide, Norma Desmond, la divina.

Norma (parlando di se stessa in un film): Straordinaria, non è vero? E niente dialoghi. A noi non occorrevano i dialoghi, bastava il volto. E dove, dove sono oggi i volti di un tempo?... Forse uno, la Garbo. Ah questi idioti produttori, questi imbecilli, dove hanno gli occhi? Hanno dimenticato cosa vuol dire essere una Diva. Io glielo insegnerò perchè io trionferò ancora!
 
Joe: Insomma Norma, tu stai recitando a una platea vuota! Il pubblico se n'è andato da 20 anni vuoi capirlo?
Norma: E' falso, mi vogliono ancora!

Joe: Tu sei una donna di cinquant'anni. Apri gli occhi! Non c'è niente di tragico ad avere cinquant'anni, se non se ne vogliono avere venti a tutti i costi.
Norma: Io sono la più grande attrice vivente. 
Joe: Addio Norma.
Norma: Non si lasciano le grandi stelle. E' per questo che sono stelle. Le stelle non hanno età

Norma: Questa è la mia vita, e lo sarà per sempre. Non esiste altro: solo noi e la macchina, e nell'oscurità il pubblico che guarda in silenzio. (L'attrice guarda direttamente in camera) Eccomi, De Mille, sono pronta per il mio primo piano. 

CLIP:

Inizio 

 Joe incontra la grande Norma Desmond

 Tango
[tra l'altro la canzone che ballano è "La cumparsita" la stessa che balleranno Osgood e Dafne in A qualcuno piace caldo, film di cui ho parlato qui, diretto dallo stesso Billy Wilder nel 1959. Come se non bastasse qui Joe dice a Norma "possiamo bendare l'orchestra e rompere i bicchieri in testa a Max", e in A qualcuno piace caldo Osgood dice a Dafne "Bendiamo i suonatori e facciamo tango fino all'alba"].

 L'arrivo alla Paramount



La grande scena di Norma

2) La Diva
The Star, questo è il titolo originale, è un film del 1952 diretto dal regista Stuart Heisler con Bette  Davis e Sterling Hayden.
Trailer originale:
La trama in breve:
Margaret Eliot è un'attrice molto famosa ormai però in declino e che versa in una tremenda situazione finanziaria. In seguito ad una notte di bagordi viene arrestata e rilasciata grazie all'aiuto di un suo ex collega che prende a cuore la sua situazione. Mentre cerca di non perdere il rapporto con la figlia che vive con il suo ex marito, proverà a fare un lavoro "normale" e farà un ultimo disperato tentativo per ottenere una parte in un film.

Alcune scene del film
A Hollywood si rincorrono più e più voci sul fatto che questo film sia stato realizzato pensando all'attrice Joan Crawford (arci-nemica di Bette Davis, qui trovate il post che ho scritto sulla loro rivalità).
Il film è stato scritto da Katherine Albert e Dale Eunson (marito e moglie) i quali vantavano un rapporto di amicizia da 25 anni con l'attrice Joan Crawford conclusosi proprio poco prima dell'inizio del film. Eunson ha sostenuto che a dispetto di ciò che credeva la gente la Crawford non si avvicinò mai all'idea di interpretare il film "Sinceramente era una trama troppo vicina alla sua storia personale, ed è per questa ragione che piacque tanto a Bette. La Davis poteva recitare senza freni la parte di Joan Crawford". La Crawford è riuscita però a vendicarsi. Essendo la madrina della figlia di Katherine e Dale quando la ragazza 17enne manifesta la volontà di sposarsi i genitori chiedono aiuto a Joan che la convinca a non farlo. Di tutta risposta la Crawford non solo non la convince ma organizza il matrimonio nella propria casa, chiamando il giudice e la stampa e comunicandolo ai genitori solo a cose fatte.
Bette Davis in un'intervista a Playboy del 1983 ha dichiarato "Oh, certamente era sulla Crawford. Ovviamente non la stavo imitando. Ho solo ripreso il suo approccio al mondo del lavoro e l'importanza del glamour e la sua vita privata. Ho adorato questo copione". Erano passati due anni da quando nel 1950 Bette Davis candidata per il film Eva contro Eva dove interpretava la parte di un'attrice sull'orlo della mezza età (di cui ho parlato qui) si era lasciata sfuggire l'Oscar come Migliore Attrice protagonista vinto da Judy Holliday. Bette Davis accetta di buon grado di interpretare nuovamente il ruolo della Diva sul viale del tramonto non solo per la ghiotta occasione del riferimento alla Crawford (che io tuttavia non ho visto) ma anche e soprattutto per l'autenticità della storia, più tragica e vera rispetto ad Eva contro Eva.




Per la parte dell'ex attore e fidato amico di Margaret Jim Johannsen viene scelto Sterling Hayden, che nel '50 è stato protagonista del film di John Huston Giungla d'asfalto.
A interpretare la figlia di Bette Davis è la 14enne Natalie Wood (futura Maria di West Side Story)
Nel film ci sono tantissimi riferimenti a fatti e personaggi di Hollywood, ad esempio l'attrice Barbara Lawrence che interpreta se stessa, così come le scene in cui Bette Davis è insieme alla statuetta dell'Oscar che era davvero l'Oscar vinto da Bette Davis, mentre passa accanto alle case delle star Mitzi Gaynor e Jeanne Crain.
Inoltre la locandina che si vede all'inizio quando gli oggetti personali di Margaret vengono battuti all'asta è il poster originale del film Tormento (Dark Victory) del '39 con Bette Davis, Humphrey Bogart e Ronald Reagan, film che oltretutto devo vedere a breve!
Infine quando Margaret dice di essere definita "Box office poison" (Veleno al botteghino) è un chiaro riferimento a Joan Crawford che nel '38 era stata definita appunto con questo appellativo da Harry Brandt sull' Indipendent Film Journal (che la inseriva in questa categoria insieme a Katharine Hepburn, Marlene Dietrich, Greta Garbo e Mae West). Anche il fatto che Margaret debba sottoporsi ad un provino per recitare nel film è un altro riferimento alla Crawford che rimase offesa di doversi abbassare a fare il provino quando fecero Il romanzo di Mildred nel 1945.
Bette Davis e Sterling non vanno d'accordo sul set al punto che le loro discussioni arrivano al limite dell'insopportabile. Invece tra l'attrice Bette Davis e la giovane Natalie Wood nasce una profonda amicizia che durerà negli anni. La Wood non sapeva nuotare ed era terrorizzata dall'acqua, e disse al regista che non sarebbe stata in grado di girare la scena che prevedeva un suo tuffo dalla barca nell'oceano. La giovane attrice era in lacrime quando arrivò sul set Bette Davis. Secondo la sorella di Natalie, Lana, anch'essa presente sul set, la Davis disse che la ragazza non avrebbe girato quella scena e che se fossero giunti ordini di fare altrimenti, lei stessa se ne sarebbe andata dal set e avrebbe lasciato il film. Natalie Wood rimase veramente colpita dal fatto che la Davis prese le sue difese e realizzò anche che dire le cose ad alta voce non era in fondo una cosa tanto brutta.
Le scene della gita in barca si svolgono nella stessa parte di oceano in cui 30 anni dopo Natalie Wood morirà in circostanze misteriose (un po' la stessa maledizione di Grace Kelly, morta negli stessi tornanti della Costa Azzurra dove aveva girato Caccia al ladro).
Foto sul set: Bette Davis in alto con Natalie Wood, Sterling Hayden e col marito Gary Merril venuto a trovarla sul set (si erano innamorati sul set di Eva contro Eva); in basso la Davis con il produttore Bert E. Friedlob e il regista Stuart Heisler.
Il film non ottiene un grandissimo successo al botteghino ma resta comunque un ottimo ritratto dello Star System, nonchè a detta di Bette Davis stessa è stato uno dei copioni migliori sulla vita di un'attrice in declino.
Bette Davis riceve una nomination agli Oscar come Migliore Attrice ma è Shirley Booth a vincere per Torna, piccola Sheba. Alla Davis era stato offerto il ruolo per questo film ma lo aveva rifiutato ed è così che la scelta era ricaduta sulla Booth che probabilmente a causa delle frecciate delle altre candidate finì per cadere sulle scale sotto al palco mentre stava andando a ritirare il premio. Più avanti la Davis disse a proposito dell'aver rifiutato questa parte che "fu uno dei più grandi errori della mia carriera".

QUOTES:
Banditore: E ora signore e signori questo bel vaso. Vogliono fare un'offerta?
Offerente: Un dollaro.
Banditore: Un dollaro?  Sembra non si sia reso conto che questi oggetti non sono appartenuti ad una persona qualsiasi, essi erano di Margaret Eliot, una delle più affascinanti attrici che abbiano conquistato l'Oscar. Era la vostra Diva preferita, avete fatto la coda per vedere il suo ultimo film. Vi ha fatto ridere, vi ha fatto piangere, eravate segretamente innamorati di lei. Provate a Margaret Eliot che non l'avete dimenticata. Coraggio signore e signori, un'altra offerta.

Greta: Dicono che tu i film non li fai più. E Jeanie Marx, suo papà è sceneggiatore, lei l'ha sentito dire a sua mamma che tu eri K.O. così io l'ho picchiata. Perciò ho questo graffio.
Margaret: Tu dì a questa Jeanie Marx che tua madre è una diva.
Greta: Che eri, lo so. Ma lo sei ancora?
Margaret: Quando sei una diva non smetti mai di essere una diva.

Margaret: Vieni Oscar prendiamoci una bella sbronza. Agli amici assenti!

Vicina: Non lo dica a nessuno ma sono riuscita a salvarle qualche vestito.
Margaret: Grazie lei è molto gentile.
Vicina: Non sono gentile ma mi comporto come un essere umano.

Margaret (al telefono con la figlia): Oh gioia, non avrai mica creduto a ciò che dicono quei ragazzi. No, era solo una trovata pubblicitaria, mammina era là per studiare l'atmosfera per un nuovo film. Oh si, so cosa dicono i giornali. Perchè non fai a meno di andare al tennis per qualche giorno e li lasci pettegolare quanto vogliono, dopotutto i ragli degli asini non salgono al cielo.

Jim: Sai una cosa che ho sempre ricordato di te? Il tuo profumo. Qual era?
Margaret: Desire me, è il profumo più costoso del mondo.
Jim: Ah, i nomi che si inventano. Sarà lì che se n'è andato.
Margaret: Cosa?
Jim: Il tuo denaro.
Margaret: Te lo dico io dov'è finito. Io ero al culmine, mettevi il mio nome su un affisso e davanti ad ogni cinema c'era una coda. Ed io ero stufa della zavorra che mi portavo a recitare. Così io investii tutti i miei soldi in tre magnifici film, le grosse compagnie si rifiutarono di noleggiarli così persi tutto. Dissero che ero un corrosivo per gli incassi.
Jim: Non hai mai pensato di essere stata tu ad aver fatto una fesseria?
Margaret: Mi vuoi spiegare questo discorso?
Jim: Ecco non mi quadra, se il tuo nome sugli affissi fa fare a botte la gente, perchè non ce lo leggo adesso?

Margaret: Io ricevevo migliaia di lettere, e credimi non te lo danno mica per niente l'Oscar.
Jim: Va bene basta, io gli affari cinematografici non li capisco.
Margaret: E adesso non mi danno più modo di rialzarmi.
Jim: Confondi quello che fu con quello che è. Ecco perchè ieri notte di sei ubriacata e hai tentato di suicidarti.
Margaret: Io? Suicidarmi? Ah, se ne avessi avuto intenzione prima avrei svergognato tutta Hollywood.
Jim: Prendila diversamente. Hai avuto il tuo momento, è stato bello finchè è durato, ma ora è finita.
Margaret: Non è finita. Non sarà mai finita!

Richard Stanley: Il soggetto del mio nuovo film è una diva cinematografica. Essa ha avuto un periodo di gloria ma non vuole arrendersi al fatto che è scaduto, come metà della gente di questa città.
Margaret: Sarebbe a dire?
Richard Stanley: Ecco io, non sto parlando di voi attori e artisti. Il problema è un altro. Questa è il prototipo della diva cinematografica. Di quelle che recitano 24 ore al giorno, in perpetua adorazione di se stessa, assillata dalla sola ansia di piacere, di prevalere. Esigente, proterva, ambiziosa, e perchè? Paura. Di lasciare la vetta. Come uno scalatore imrpovvisato che una incoscente temerarietà abbia portato su un picco. La immobilizza il terrore della discesa e così si aggrappa a se stessa, sua sola compagna è la paura. Questo è il carattere dell'eroina del film che intitolerò La Stella Cadente.
Margaret: E questo personaggio le ispira compassione?
Richard Stanley: Non simpatia, signora Eliot, pietà. Profonda, infinita pietà. La sua è una grande tragedia. Il mio personaggio ha rifiutato dalla vita il privilegio e la gioia di essere donna.

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