L'angolo dei film: Colazione da Tiffany

lunedì, ottobre 16, 2017

È giunto il momento di parlare del film senza dubbio più famoso di Audrey Hepburn: Colazione da Tiffany. Forse vi chiederete come mai in questi 2 anni di blog (ndr. lo scorso 2 ottobre è stato il secondo compleanno della "mia creatura") non ne ho parlato prima, e la risposta è presto detta. Da piccola ho conosciuto la Hepburn grazie al film Vacanze romane di cui ho parlato qui, anche se ammetto di apprezzare molto di più la prima parte (che non a caso so a memoria) e meno la seconda. Poi è arrivato Sabrina (che trovate qui) ed è stato amore a prima vista, infatti è tutt'ora il mio film preferito di Audrey. Sarà che il regista è Billy Wilder, sarà l'ottima interpretazione di Humphrey Bogart, sarà la "Vie en Rose"... Negli anni successivi ho visto My Fair Lady (di cui ho parlato qui), l'incredibile Quelle due in cui è insieme a Shirley MacLaine e James Garner, Cenerentola a Parigi dov'è con Fred Astaire, il delizioso Arianna insieme a Gary Cooper e Maurice Chevalier e ahimè solo l'anno scorso, ma meglio tardi che mai, ho visto per la prima volta Sciarada in cui è con Cary Grant. Dovete sapere che Colazione da Tiffany è il film preferito della mia migliore amica Giulia (qui trovate il suo blog Rock'n'Fiocc su moda, libri e film), che ama quanto io amo Via col vento, e già avverto un po' il peso di non dover deludere le sue aspettative. Negli anni avrò visto Colazione da Tiffany 7 o 8 volte senza tuttavia esserne catturata completamente, come era accaduto invece per gli altri suoi film. Forse perchè non mi rivedo nel carattere della protagonista, però come spesso accade rivedendo i film in altri contesti e in altri momenti, il giudizio può cambiare, e così è stato. Qualche mese fa grazie a Netflix ho avuto la possibilità di rivederlo e mi è apparso sotto una nuova luce. Invece che concentrarmi sulla storia in sè ho visto che c'era tantissimo materiale a livello filmico, dalla sceneggiatura, ai costumi, al casting, ed è così che ho gustato la visione con uno spirito diverso e il risultato è stato che mi ha assolutamente conquistato! Ovviamente interpretazione di Audrey compresa! 


Il titolo originale è Breakfast at Tiffany's ed è un film del 1961 diretto da Blake Edwards con Audrey Hepburn e George Peppard.
Trailer originale:
La trama in breve: Holly Golightly è una ragazza che abita a New York e si mantiene facendo l'accompagnatrice. Il suo posto del cuore è la gioielleria Tiffany & Co. sulla Quinta Strada, dove si reca all'alba con caffè e dolcetto per fare colazione davanti alle vetrine. Nel palazzo in cui vive Holly insieme al suo gatto (volutamente senza nome perchè non ritiene le appartenga), si trasferisce un nuovo inquilino: Paul Varjak, uno scrittore in crisi che viene mantenuto da una donna benestante, la signora Failenson. Tra gli impegni di Holly c'è anche quello di andare a trovare ogni settimana Sally Tomato un mafioso newyorkese rinchiuso nella prigione di Sing Sing, seguendo le istruzioni del suo avvocato (ignara di essere di fatto usata per scambi di messaggi in codice).  Holly e Paul iniziano a conoscersi meglio, e lei inizia a chiamarlo Fred lo stesso nome del fratello che lui gli ricorda molto: l'intenzione di Holly è riuscire a mettere del denaro da parte per aiutare il fratello quando verrà congedato dall'esercito. Ad un certo punto il passato che Holly ha tenuto ben nascosto torna a bussare alla sua porta, mentre Paul deve fare i conti con la sua "finanziatrice".

Alcune foto del film
Foto promozionali del film

Il soggetto del film è l'omonimo romanzo del 1958 di Truman Capote, anche se il regista Blake Edwards apporterà diverse sostanziali modifiche, soprattutto alla protagonista, che porteranno Capote ad avere un giudizio negativo sulla pellicola. Lo scrittore è infatti molto legato alla figura di Holly che considera il personaggio che preferisce tra tutti i suoi romanzi. La Holly del libro è dura e cinica, così come lo è il tono del libro. Quello che Capote ama di più di lei è che rappresenti quel gruppo di ragazze che arriva a New York e dopo un breve momento di fama sparisce, e lui vuole far uscire una di queste ragazze dall'anonimato e salvarla per i posteri. Per la sua Holly Truman Capote si è ispirato a diverse donne che ha conosciuto: Carol Marcus (futura moglie di Walter Matthau), Doris Lilly (un'attrice part-time dai facili costumi di New York), Phoebe Pierce (una compagna di liceo di Capote), Oona Chaplin (moglie di Charlie Chaplin), le socialite Gloria Vanderbilt e Babe Pailey, quest'ultima amica di Truman e moglie di un magnate della CBS, nota per il suo gusto nel vestire.
Capote riceve molte offerte per i diritti cinematografici del film, e lui si è già immaginato come protagonista Marilyn Monroe, sua amica, che secondo lui ha la caratteristica di Holly dell'essere "incompleta".
Ad aggiudicarsi i diritti per 650.000 dollari è la Paramount che mette subito a lavorare alla stesura della sceneggiatura George Axelrod, lo stesso degli spettacoli teatrali di Quando la moglie è in vacanza (di cui vi ho parlato qui) e Ciao Charlie (qui).
Ignorando il volere di Capote su Marilyn Monroe, lo Studio decide di affidare la parte della protagonista ad Audrey Hepburn, già della scuderia della Paramount, che ha già ottenuto diversi successi con Vacanze romane (grazie al quale ha vinto l'Oscar come Migliore attrice protagonista), Sabrina, Guerra e Pace, Cenerentola a Parigi, Arianna e La storia di una monaca. La Hepburn viene da una serie di film in cui è emersa la sua natura ingenua e virtuosa, ed è proprio alla ricerca di ruoli adulti più sofisticati. Ha 32 anni ed è sposata con l'attore Mel Ferrer dal quale ha appena avuto il suo primo figlio Sean, quando riceve la proposta di recitare in Colazione da Tiffany. Inizialmente non è convinta perchè sa di essere molto lontana dall'idea di Capote che vuole la Monroe, ma alla fine accetta pensando sia un'ottima sfida dal punto di vista recitativo. Il salario della Hepburn ammonterà a 750.000 dollari, un record all'epoca come compenso per un film.
Una volta assicuratasi la Hepburn come protagonista la Paramount vorrebbe affidare la regia a John Frankenheimer ma alla fine decide che avrebbe dato un tono troppo pesante al film, così alla fine sceglie di affidare il copione a Blake Edwards, famoso per il suo leggero tocco comico.
Per la parte di Paul Varjak in un primo momento si pensa a Steve McQueen, il quale si dimostra interessato alla parte ma è impegnato con la serie televisiva Ricercato vivo o morto. Anche Tony Curtis avanza la propria candidatura, come racconta nella sua autobiografia del 2008, proponendosi al suo amico Blake Edwards, ma pare che il marito di Audrey Mel Ferrer si sia opposto, forse per gelosia. Alla fine viene scelto George Peppard, allievo dell'Actor Studio e attore di Broadway. Nel '57 debutta al cinema con Un uomo sbagliato e nel '60 è insieme a Robert Mitchum ed Eleanor Parker in A casa dopo l'uragano di Vincente Minnelli.

A interpretare Doc, il marito di Lulamae, è Buddy Ebsen, attore dalla lunghissima carriera; la sua giovinezza passata nel teatro di vaudeville gli apre le porte del mondo dello spettacolo nel '35 quando viene preso nel film Follie di Broadway. Nel '39 è stato scelto dalla M.G.M. per interpretare l'uomo di latta del Mago di Oz ma a causa di una reazione allergica provocatagli dalla tintura metallica ha dovuto cedere il posto a Jack Haley; salvo una breve interruzione durante la 2a Guerra Mondiale, Ebsem continuerà a lavorare fino agli anni '80, anche se dal '60 principalmente in televisione con gli show The Beverly Hillbillies e Barnaby Jones.
La "protettrice" di Paul Liz Failenson  è Patricia Neal, compagna di corso di Peppard all'Actor Studio. Dopo aver debuttato a Broadway e vinto un Tony Award nel'47 per Another Part of the Forest, Patricia nel '49 fa il suo ingresso nel mondo del cinema nel '49, interpretando in un solo anno 3 film:  La sposa rubata di David Butler, Cuore solitario di Vincent Sherman e La fonte meravigliosa di King Vidor, ed è sul set di quest'ultimo film che intreccia una relazione con Gary Cooper, all'epoca sposato che è stato quasi sul punto di divorziare dalla moglie salvo alla fine decidendo di rimanere con lei. Nel '51 è nel fantascientifico Ultimatum alla terra di Robert Wise, al quale seguo un periodo di minor successo. Quando Blake Edwards la chiama per Colazione da Tiffany la Neal accetta immediatamente perchè non stava ricevendo proposte da alcuni anni, infatti nella sua autobiografia del 1988 "As I am" dirà di essere stata molto felice di questa offerta perchè stava iniziando a pensare che non avrebbe più lavorato nel cinema. L'unica condizione che le viene posta è che si tinga i capelli di rosso per non contrastare con il colore di quelli della Hepburn.
Tra gli altri membri del cast spiccano Mickey Rooney nella parte del vicino di casa di Holly, il giapponese Yunioshi, anche se il regista Blake Edwards in più di un'occasione ha espresso il suo rammarico per averlo scelto in quanto poco convincente. Rooney è nel mondo dello spettacolo da quando è giovanissimo: esordisce a 2 anni negli spettacoli di vaudeville e da metà degli anni '30 sarà il fanciullo prodigio della M.G.M. per la quale girerà 16 film nei panni del giovane ribelle Andy Hardy (molti accanto a Judy Garland), a cui seguirà nel '43 Gran Premio (qui) accanto ad una giovane Elizabeth Taylor.
Spazierà dai drammi Capitani coraggiosi e La città dei ragazzi insieme a Spencer Tracy, ai musical come Ragazzi attori e Musica indiavolata nella sua lunga carriera di 88 anni, spegnendosi nel 2014, superando il record della carriera più longeva detenuto da Lillian Gish di 75 anni.
L'attore e doppiatore Alan Reed interpreta il gangster Sally Tomato, ed è famoso per essere la voce di Fred Flintstones. Martin Balsam è O.J. Berman l'agente di Holly; allievo dell'Actor Studio di Lee Strasberg e attore di Broadway Balsam nella carriera interpreterà spesso poliziotti ed investigatori come il detective Arbogast in Psycho di Hitchcock, l'ispettore Dutton ne Il promontorio della paura con Gregory Peck (ed è anche nel remake Cape Fear con Robert De Niro, stavolta nei panni del giudice), ed è il sig. Bianchi in Assassinio sull'Orient Express (qui). John McGiver commesso che ha interpretato spesso ruoli da caratterista, ha debuttato proprio con Audrey Hepburn nel film di Billy Wilder Arianna del '57 accanto a Gary Cooper interpretando Mister X, e ha spesso interpretato ruoli comici come in Mr. Hobbs va in vacanza accanto a James Stewart nel '62,  Lo sport preferito dall'uomo del '64 accanto a Rock Hudson e Ladri sprint insieme a Dick Van Dyke nel '67. Infine l'ospite ubriaco di Holly è Mel Blanc, un famoso doppiatore soprattutto di cartoni animati della Warner Bros e di Hanna & Barbera.
COLONNA SONORA: A comporre il celebre tema musicale "Moon River" è Henry Mancini, il quale la realizza appositamente per il registro vocale di Audrey Hepburn, insieme al paroliere Johnny Mercer. La leggenda vuole che ad un'anteprima del film il direttore esecutivo della Paramount Martin Rackin abbia dichiarato di voler togliere la canzone dal film e che Audrey Hepburn abbia risposto "Over my dead body - dovrete passare sul mio cadavere". Il brano vincerà l'Oscar come Miglior canzone.
 
Sono stati addirittura 9 i gatti rossi ad interpretare la parte di "Gatto", il micio di Holly. Nei titoli di testa del film appare solo il nome di Orangey, un esemplare rosso tabby di 5 kg e mezzo. Nella sua "carriera" cinematografica si è aggiudicato due Patsy Awards (Picture Animal Top Star of the Year, ovvero l'Oscar degli animali di Hollywood), uno nel '51 per il film Il gatto milionario, e uno nel '62 proprio grazie a Colazione da Tiffany. Il suo addestratore ha dovuto assumere due bodyguard per assicurarsi che Orangey non scappasse dal camerino. Secondo quanto affermato dagli stessi Audrey Hepburn e George Peppard il gatto aveva un odore tremendo, che peggiorava quando bagnato, rendendo la scena del finale molto difficile da girare per i protagonisti.
Audrey si trasferisce dalla Svizzera insieme al marito e al piccolo Sean nell'ottobre del 1960. Sul set è una professionista impeccabile anche se il forte stress dato dall'interpretazione di un ruolo così complesso ha provocato in Audrey una perdita di peso rendendo la sua abituale "magrezza" quasi preoccupante. A non rendere le cose facili sul set è stato George Peppard che si è dimostrato arrogante e inflessibile. Assiduo utilizzatore del "metodo" Stanislasky insegnatogli all'Actor Studio, si scontra con lo stile recitativo di Audrey che è completamente diverso, con le direzioni del regista al quale continua a suggerire cambiamenti, con Patricia Neal perchè nelle scene tende a sovrastarlo così lui le per emergere le carica ancora di più facendo irritare il regista al punto che molte le taglierà (a discapito della Neal).
La scena del cocktail party non è nel libro ma è un'idea originale di Blake Edwards. Il regista per realizzarla organizza una vera festa negli Studios della Paramount che dura 1 settimana e arriverà a costare in tutto 20.000 dollari. Tutte le persone che si vedono sono veri attori e non comparse. Da questo episodio Edwards trarrà spunto per il suo film Hollywood Party con Peter Sellers del 1968. 
Foto sul set

TIFFANY'S & CO.: Il 2 ottobre per consentire le riprese la gioielleria Tiffany & Co. apre eccezionalmente i battenti di domenica. Per la scena sono richiesti i dolcetti danesi, che Audrey Hepburn proprio non può soffrire e chiede di sostituire con del gelato, ma non le viene concesso. E' un po' nervosa e pare raggiungerà il giusto grado di controllo e concentrazione dopo lo spavento provocato dall'incidente di uno dei tenici della troupe che si è preso una scossa da 220 volt da un cavo scoperto.
Finite le riprese Audrey si presta ad un servizio fotografico per la gioielleria durante il quale le è stata fatto indossare il preziosissimo diamante giallo più grande del mondo, dal taglio cuscino a 82 faccette di 128,54 carati (ancora oggi è in mostra presso la boutique della Quinta Strada). Per l’occasione il designer Jean Schlumberger ha creato appositamente un gioiello per valorizzarlo: la collana Ribbon Rosette in oro e diamanti bianchi, con al centro il diamante giallo.


COSTUMI: Ad occuparsi della supervisione degli abiti del film c'è la costumista Edith Head, anche se a realizzare gli abiti principali di Audrey Hepburn è lo stilista Hubert de Givenchy mentre quelli di Patricia Neal sono di Pauline Trigere.

Hubert James Marcel Taffin de Givenchy e la Hepburn hanno iniziato una fortunata collaborazione nel '54 grazie al film Sabrina, e l'hanno continuata per tutta la carriera dell'attrice. Gli abiti disegnati da Givenchy per il personaggio di Audrey in Colazione da Tiffany sono 3.
Il primo vestito indossato da Holly, passato alla storia come il Little black dress, è senz'altro il più famoso. Si tratta di un lungo tubino nero in satin con lunghi guanti dello stesso colore, mentre la collana indossata da Audrey non è di Tiffany & Co. come si potrebbe pensare ma è di Roger Scemama un gioielliere francese che realizza gli accessori per Givenchy.
Ma l'abito che vediamo nel film è DAVVERO un Givenchy originale?
A quanto pare Audrey portò alla Paramount 2 copie dell'abito realizzato da Givenchy a Parigi, ma poichè entrambi mostravano troppo delle gambe della Hepburn, non furono utilizzate nè per il film nè per le foto promozionali. Questo è un fatto di cui si è venuti a conoscenza solo negli ultimi anni, dopo molti anni di ricerche (non mie ma di diversi fan accortisi di alcune discrepanze stilistiche e storiche).
Tutto è iniziato nel 2006 nel corso dell'asta di Christie's nel corso della quale sono stati venduti una serie di memorabilia relativi a questo film come il bozzetto realizzato da Edith Head ed una copia dell'abito battuta per  923,187 dollari. Il catalogo dell'asta afferma che l'abito venduto non è stato usato nel film, ma si tratta di una delle 3 copie realizzate: l'originale abito cucito a mano da Givenchy si trova nell'archivio privato della Casa di Moda e un'altra copia è stata donata al Museo del Costume di Madrid dalla Paramount. Sempre dal catalogo di Christie's si apprende che Edith Head ha realizzato per questo film gli abiti più semplici e soprattutto "copie" degli abiti di Givenchy (la fonte è il biografo di Edith Head David Chierichetti).
Dal libro di Sam Wasson "Fifth Avenue, 5 A.M.: Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany's" si viene a conoscenza del fatto che l'originale abito di Givenchy prevedeva un profondo spacco a sinistra che avrebbero rivelato troppo, e troppo presto la "professione" della protagonista. A quel punto è subentrata Edith Head che in quanto supervisionatrice dei costumi del film ha la possibilità di realizzare una copia dell'abito disegnato da Givenchy, per modificarlo nella parte inferiore, riducendo lo spacco. Per evitare imbarazzi con Givenchy dopo l'affaire Sabrina per il quale si prese il merito la Head non accreditandolo, probabilmente si arrivò all'accordo di distruggere l'abito alla fine delle riprese e che il solo a prendere il merito per gli abiti di Mrs. Hepburn sarebbe stato lui. E' un vero peccato che il vero abito usato nel film non sia più ammirabile.

Il secondo abito disegnato da Givenchy è un altro tubino nero (corto), in seta lavorata a cloqué (un motivo costituito da piccoli rigonfiamenti simmetrici), fino al ginocchio dove è svasato e decorato con una fila di piume, insieme al quale indossa lunghi guanti neri, un ampio cappello con un nastro di seta color crema e scarpe di coccodrillo.

Holly indossa nuovamente questo abito trasformandolo aggiungendo una spilla sul decoltè e abbinandolo con un cappello a paralume decorato con piume, e nella seconda parte della festa dove lo indossa con una maxi collana.
Il terzo e ultimo abito di Givency è quello da rosa indossato nella scena del telegramma. E' un abito da cocktail che presenta un grosso fiocco intorno alla vita, con soprabito dello stesso colore con maniche a 3/4. Come accessori indossa una tiara in pietre rosa e orecchini di diamanti sintetici.

Quando inizia il party a casa di Holly la vediamo indossare a mo' di tunica un lenzuolo e le ragioni di questo look sono state spiegate in un articolo di Life Magazine che all'epoca parlò di una scena che precedeva la festa e che fu tagliata, durante la quale si vedeva Holly fare un bagno e che dovette improvvisare un abito sul momento con il lenzuolo. C'è un bozzetto di Edith Head che probabilmente si riferisce a questa situazione, sebbene sia stato modificato e sia senza gli accessori.

Nel corso del film, soprattutto nella seconda parte, vediamo Audrey con abiti causal, realizzati da Edith Head: come ad esempio quello quando canta Moon river con felpa, jeans e ballerine o quando è in giro con Paul e indossa maglioncino beige, pantaloni neri dritti e ballerine, con l'immancabile borsetta nera rigida con catena dorata.
Vediamo Holly indossare due soprabiti, un cappottino arancione con cappello in pelliccia, e il trench beige color crema che indossa anche nell'epico finale.

Anche le camicie da notte e vestaglie di Holly riflettono il suo stile e la sua personalità. La camicia da uomo che indossa nella scena dell'incontro con Paul è stata disegnata da Edith Head. Poi la vediamo indossare una vestaglia arancione, un accappatoio di spugna bianco.
I famosi occhiali indossati da Audrey sono un modello di Oliver Goldsmith.
Gli abiti di Paul sono molto classici e strizzano l'occhio allo stile degli anni '60. Indossa principalmente abiti di colore grigio e blu scuro con cravatte sottili.








LOCATION: Le riprese degli esterni sono state effettuate in giro per la città di New York in una settimana, mentre il resto degli interni è stato ripreso nei teatri di posa della Paramound di Hollywood. L'appartamento di Holly si trova al 167 East 71st Street, tra la 3a Avanue e la Lexington Avenue.












Le riprese si sono concluse il 21 dicembre del '60, mentre la Premiere si è tenuta il 17 ottobre del '61 al Grauman's Chinese Theatre. Il film è costato in tutto 2 milioni e mezzo di dollari, e ne ha incassati 8 al botteghino.
Henry Mancini a sinistra e Johnny Mercer a destra, con al centro Debbie Reynolds, stringono l'Oscar vinto per la canzone "Moon River"

QUOTES:
Holly: Lui è buono, vero, Gatto? Su, vieni qua, povero amore, povero amore senza nome... ma io penso che non ho il diritto di dargli un nome... perché in fondo noi due non ci apparteniamo, è stato un incontro casuale. E poi non voglio possedere niente, finché non avrò trovato un posto che mi vada a genio... non so ancora dove sarà, ma so com'è. E' come Tiffany.
Paul: Tiffany il gioielliere?
Holly: Appunto, io vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie.
Paul: Vuoi dire quando è triste?
Holly: No... Uno è triste perché si accorge che sta ingrassando, o perché piove. Ma è diverso. No, le paturnie sono orribili: è come un'improvvisa paura di non si sa che. È mai capitato a Lei?
Paul: Certo.
Holly: Bè in questi casi c'è non mi rimane che una cosa da fare. Prendere un taxi e andare da Tiffany. E' un posto che mi calma subito. Quel silenzio e quell'aria solenne. Lì non può accaderti niente di brutto. Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany... comprerei i mobili e darei al gatto un nome!

Doc: Ti amo, Lulamae.
Holly: Lo so, e vorrei che tu non mi amassi. L'hai sempre fatto questo sbaglio di amare degli esseri ribelli. Portavi a casa degli animali selvatici, e una volta era un falco con un'ala spezzata, e un'altra un gatto della prateria con una zampa rotta. Te ne rammenti?
Doc: Lulamae, ascoltami.
Holly: Non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica. Più le si vuole bene e più diventa ribelle, finché un giorno se ne riscappa nella prateria e vola in cima a un albero, e poi su un albero più alto, e poi in cielo. 

Holly: Perché non passiamo la giornata a fare cose mai fatte prima? Sarebbe divertente. Ci sarà qualcosa che non hai mai fatto... e in quanto a me, è un po' difficile, ma tenteremo di trovarne qualcuna.

Holly: Ti dirò una cosa, Fred, tesoro. Te, per denaro, ti sposerei subito. E tu sposeresti me per denaro?
Paul: Immediatamente.
Holly: Meno male che nessuno dei due è ricco, eh?
 
Holly: Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia.
Paul: Non voglio metterti in gabbia, io voglio amarti.
Holly: È la stessa cosa.

Paul: Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

CLIP:

Colazione

Le paturnie

In gioielleria

Furto di maschere


FINALE Spoiler alert

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